

La svolta era nell'aria al punto che già a fine settembre, a seguito di un confronto con l'Azienda di Huizhou (Cina), eravamo a conoscenza di questo accordo storico. Sì, perchè la Euskaltel su bici cinesi già di per sé basta a fare notizia.

La formazione ProTeam e la squadra Under 23 Euskadi Fundazioa, nel 2026 utilizzeranno, infatti, bici Quick Pro, un marchio che in questi mesi ha conquistato l'attenzione degli appassionati grazie alla vittoria di Harry Hudson al Mondiale Uomini Junior (il britannico ha trionfato su bici Quick Pro AR:One).
Euskaltel su bici cinesi: le ultime radici e il mercato globale
È la squadra che più di ogni altra rappresenta l'identità e l'orgoglio di un territorio. L'esordio nel professionismo risale al 1994 (foto sotto): la squadra nasce grazie a una raccolta fondi popolare partecipata da 3.450 persone e 720 aziende.
Sponsor baschi, corridori rigorosamente baschi e, ovviamente, biciclette basche.

Una filosofia che ieri come oggi continua a spiccare in gruppo per via di quella maglia Orange Tide.
La tonalità nell'immaginario è simbolo di coesione, collaborazione, energia: un richiamo visivo nei confronti di quello spirito cooperativo che da sempre è parte del team Euskaltel-Euskadi.

Anche e soprattutto per questo la Euskaltel su bici cinesi fa notizia: mai nella sua storia il progetto basco si era legato ad un marchio di biciclette non appartenente al territorio.
Il legame secolare con Orbea (dal 1994 al 2014 con il periodo d'inattività dal 2014 al 2016) poi l'adozione delle bici Mendiz risalenti a questa stagione.

Una virata, quest'ultima, che pur nel rispetto dell'identità basca (Mendiz infatti è stata fondata nel 1984 a Vitoria-Gasteiz dall'ex ciclista professionista basco Eusebio Vélez de Mendizábal), lanciava un primo segnale di cambiamento.

Oggi, tirando una linea, potremmo dire che la decisione di legarsi a Quick Pro non è altro che lo specchio dei tempi.
Le realtà meno in vista, seppur a livello professionistico, cercano sempre più soluzioni alternative in materia di sponsor, tecnici e non solo, per garantire continuità ai loro progetti.

La molla è la stessa che muove i marchi cinesi del settore a venire "di qua". Dopo il boom della bicicletta, tra il 2022 e il 2024, il paese del dragone è afflitto da:
- - contrazione della domanda;
- - crollo dei consumi personali;
- - sovrapproduzione;
- - crescita al di sotto delle aspettative.
L'accordo tra XDS e il Women's ProTeam Laboral Kutxa-Euskadi, sempre parte della Fundación Euskadi, suona come un'ulteriore conferma in tal senso.


Euskaltel su bici cinesi: i 3 modelli Quick Pro a disposizione
Quick Pro AR:One
Superleggera (o All-Rounder), è la bici che ha vinto il Mondiale Uomini Junior grazie a Hurry Hudson. Il modello è già parte della storia tecnica del ciclismo: prima bici a marchio cinese a vincere un titolo iridato.

Allestita con componenti d'alta gamma può andare ben al di sotto del limite di peso di 6,8 kg imposto dall'UCI.
Il telaio monoscocca (Monolith) è costruito in fibra di carbonio T1100 e M65. Viene proposto in cinque taglie e fuori dallo stampo pesa 690 gr (± 5%, rif. tg M).


Il telaio verniciato e meccanizzato con viti portaborraccia in titanio e forcellino pesa 799 gr (± 5%).
399 gr (± 5%), invece, il peso al grezzo della forcella.
La bici completa allestita con manubrio integrato Canwin Zephyr, gruppo Shimano Dura-Ace R9200 Di2 e ruote Canwin F50C con raggi in carbonio (canale interno 22 mm, esterno 28 mm), pesa 6,6 kg (tg M).

I passaggi ruota sono in grado di ospitare coperture max 700x32c.
Due le opzioni per il reggisella (0 o 20 mm).
I test eseguiti in galleria del vento a Silverstone hanno rivelato un'efficienza aerodinamica al di là delle aspettative... L'Azienda promette di condividere i risultati nel prossimo futuro.
Quick Pro ER:One
Aerodinamica, dotata di forme moderne: cattura l'attenzione.
Replica la costruzione monoscocca (Monolith) e la laminazione in fibra di carbonio T1100 e M65 della AR:One.

Il telaio grezzo in taglia M pesa 840 gr (± 5%), 445 gr (± 5%) il peso della forcella.
Il telaio verniciato e meccanizzato ferma l'ago della bilancia nell'intervallo 880-985 gr a seconda della taglia e del tipo di finitura.
Due le opzioni per la forcella:
- - a baionetta (standard);
- - stretta (25 i grammi in meno).

Sempre cinque le taglie disponibili.


La bici completa allestita con manubrio integrato Canwin Zephyr, gruppo Shimano Dura-Ace R9200 Di2 e ruote Canwin F50C con raggi in carbonio pesa 6,8 kg (tg M).
700x32c la misura massima consentita per gli pneumatici.

Quick Pro TT One
È la piattaforma dedicata alle prove contro il tempo.

Il telaio in taglia S verniciato e meccanizzato pesa 1.089 gr (± 5%), 399 gr la forcella.
Anche qui sono cinque le taglie disponibili.


La Euskaltel su bici cinesi Quick Pro: obiettivo dichiarato
La garanzia sulle bici Quick Pro, le ruote e i manubri Canwin prevedono i seguenti periodi di copertura.

Ad oggi il modo migliore per acquistare una bici Quick Pro (anche gravel e Mtb) è il sito quickprousa.com.
I prezzi indicati sono in dollari. La spedizione è gratuita zero sorprese (no dazi, IVA, etc.). Tutto viene consegnato con regime di reso sdoganato (o Delivered Duty Paid, DDP): è il venditore che si fa carico di degli oneri.
Abbiamo provato a fare una simulazione al netto del tasso di conversione odierno PayPal: 1 EUR = 1,12771 USD.
Per portare a casa una Quick Pro AR:One Dura-Ace con ruote dotate di raggi in carbonio servono 5.230,97 euro.
La Quick Pro ER:One dotata del medesimo allestimento costa 5319,64 euro.
Ci sono poi le rispettive versioni Ultegra (foto sotto) e Sram Red o Force AXS (più costose).

Alla luce delle condizioni molto interessanti e della partnership con il team Euskaltel-Euskadi abbiamo chiesto a Quick Pro quali sono i piani per il mercato europeo a breve termine.
La risposta è chiara: «Costruire e sviluppare la rete vendita».

Per maggiori informazioni:
fundacioneuskadi.eus/en
en.quick-bikes.com.cn
Foto in apertura: @quickprousa
Qui sotto tutti i dettagli della bici utilizzata da Harry Hudson.
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Sull'autore
Giovanni Bettini
"I poveri sono matti" diceva Zavattini. Anche i ciclisti oserei dire. Sono diventato "pazzo" guardando Marco Pantani al Tour de France 1997 anche se a dire il vero qualcosa dentro si era già mosso con la mitica tappa di Chiappucci al Sestriere. Prima le gare poi le esperienze in alcune aziende del settore e le collaborazioni con le testate specializzate. La bici da strada è passione. E attenzione: passione deriva dal greco pathos, sofferenza e grande emozione.





