

A poco più di dieci anni dal debutto della serie V dedicata alla competizione (giugno 2014, arriva la V1-R studiata in collaborazione con Ferrari), il celebre marchio dell'Asso di Fiori presenta la quinta generazione prodotto: Colnago V5Rs.

Parliamo di una bici all-round (o polivalente) che raccoglie la pesante eredità della V4Rs presentata a dicembre 2022 che ad oggi è la bicicletta Colnago più vincente della storia grazie anche e soprattutto a Tadej Pogačar.
Alla vigilia del Colnago Cycling Festival di Desenzano (BS), abbiamo passato 24 ore assieme all'ingegner Davide Fumagalli, Responsabile Prodotto Colnago (foto sotto), per conoscere da vicino la V5Rs che arriva a soli cinque mesi dal lancio della Y1Rs.

Nel video qui sotto i tratti salienti di questa bicicletta e le prime impressioni in sella.
Nuova Colnago V5Rs: non fatevi tradire dalla prima impressione
Più aerodinamica della V4Rs, ma non al punto da rivaleggiare con la Y1Rs.
Più leggera del 12,5% rispetto alla precedente generazione con la bilancia che fa registrare un peso mai visto prima d'ora in casa Colnago.

Geometrie nel segno della continuità, con differenze riconducibili a pochi di millimetri a livello di stack e reach e lunghezza dell'orizzontale a cui si aggiungono discrepanza nell'ordine di decimi di grado per quanto rigurda l'angolo di sterzo e l'angolo piantone (la discontinuità emerge in particolare sulle taglie più piccole).
Un filo conduttore che, a prima vista, sembra non rivelare chissà quali modifiche estetiche, soprattutto se si osserva la bici sul piano laterale.

Come avvenuto per la Pinarello Dogma F, il cambio di passo è da ricondurre a diversi dettagli la cui somma restituisce differenze tutt'altro che marginali.
Il fatto che la forma della nuova Colnago V5Rs sia totalmente inscritta dentro il perimetro della "vecchia" V4Rs è un dato che lascia intuire le sfide progettuali della nuova piattaforma.

Sorella della Y1Rs
La ricerca del bilanciamento tra aerodinamica, peso, reattività e continuità delle geometrie marca il confine tra V5Rs e Y1Rs al netto di un percorso di sviluppo comune.

Dalla prima scrematura delle forme attraverso l'uso massiccio della fluidodinamica computazionale (CFD) in collaborazione con la Khalifa University di Abu Dhabi, fino ai prototipi stampati 3D.
Anche per lo sviluppo della V5Rs, Colnago ha messo a punto telai modulari scala 1:1 meccanizzati con 70 fori distribuiti su forcella e tubo obliquo.
Per ogni foro un rilevatore di pressione in grado di mappare i comportamenti del flusso d'aria lungo lo strato limite, ovvero, quella zona dove il flusso incontra il corpo solido (bicicletta) generando attrito laminare e progressivamente regime turbolento.

Un modello già visto, quindi, che è oggetto di verifica nella Galleria del Vento del Politecnico di Milano. Da questo iter muovono le sezioni dell'attuale bicicletta che, a differenza dell'Y1Rs, può godere di un metro di paragone più concreto.
Il cambio di passo a livello aerodinamico della Colnago V5Rs è da ricondurre in particolare a tre zone.
- • Area frontale: ora ridotta del 13% rispetto alla precedente generazione. La riduzione dell'ingombro del tubo di sterzo è legata ad una forma meno svasata che passa dall'impiego di un cuscinetto serie sterzo superiore da 1-1/8'' (1-1/4'' la misura del cuscinetto inferiore come su V4Rs). Il tutto accompagna la sagoma della nuova forcella dotata di cannotto D-Shape, steli più sottili e una campanatura leggermente più ampia, che ora è in grado di ospitare coperture max 700x32c.




- • Tubo obliquo: più sottile e profondo, un dettaglio che difficilmente passa inosservato se si guarda la struttura a 3/4.

- • Tubo piantone, reggisella e foderi verticali: seguono la filosofia dell'avantreno e dell'obliquo e presentano sezioni sfinate sul piano frontale e più profonde sul piano laterale che mettono da parte la sezione a D. I foderi adottano un innesto più sinuoso e leggermente rialzato in prossimità del nodo di sella. Colnago ci ha fatto conoscere questa bici "al buio", cioè senza rivelare nulla in anticipo. I cambiamenti in questa zona sono stati i primi ad emergere in maniera evidente ai nostri occhi.



A livello di prestazioni Colnago ha rilevato in galleria del vento un incremento che inizia ad essere importante...
Rispetto alla V4Rs, la V5Rs richiede 9 watt in meno di potenza per mantenere una velocità di 50 km/h in configurazione gara (490 watt contro 499 watt, test eseguito con manichino completamente allestito, vedi sotto).


Costruzione: cambia tutto
L'evoluzione aerodinamica ha imposto la definizione di nuovi parametri a livello progettuale.
Colnago ha utilizzato come in passato l'analisi degli elementi finiti (FEM) associata a simulazioni di carico multiplo combinato (Real-Dynamic Stiffness) con l'obiettivo di riprodurre virtualmente condizioni di flessione, torsione e sterzata.

Le osservazioni maturate nei diversi cicli di prova hanno portato i tecnici di Cambiago a ritoccare:
- • il punto di innesto dei dei foderi posteriori sul tubo piantone (ora più alto);
- • le giunzioni del tubo piantone e del tubo obliquo sulla scatola del movimento centrale (che ritrova lo standard BSA ITA);
- • la forma del tubo di sterzo in accordo con le osservazioni aerodinamiche.




Le nuove forme sono state poi associate ad un nuovo piano di laminazione con l'obiettivo di contrastare le sollecitazioni e ridurre le deformazioni derivanti da stress meccanici.
Il telaio nasce dall'unione di tre stampi (triangolo principale, carro lato destro e carro lato sinistro) e viene creato partendo dalla stesura dei tessuti di fibra di carbonio preimpregnati attorno a una vescica di polietilene (foto sotto) che viene estratta al termine dello stampaggio.

Ciò permette di ottimizzare l'impiego di materiale realizzando al tempo stesso manufatti estremamente essenziali, leggeri e fedeli al modello di partenza oggetto di calcolo.
In sostanza viene ridotta la tolleranza tra il modello virtuale e le prestazioni della struttura finita.

Rivista, inoltre, la lavorazione del carro che ora ospita il forcellino UDH.


Il risultato più rilevante di questo approccio è la rigidità reale: secondo Colnago la V5Rs è allineata alla V4Rs a fronte di un risparmio di peso e di un incremento della resa aerodinamica.

Le geometrie
La V5Rs conferma le sette taglie della V4Rs: 420, 455, 485, 510, 530, 550 e 570 mm.

Come anticipato in apertura, l'angolo di sterzo e del tubo piantone sono leggermente più verticali e giocano a favore di uno stile più raccolto, avanzato e votato alla trasmissione di potenza.

Un altro piccolo, ma importante cambiamento rispetto alla generazione prodotto precedente è il rake forcella differenziato: 47 mm per le misure da 420 a 510 e 43 mm per le misure da 530 a 570 (come su V4Rs).
Questa soluzione finisce per ridurre leggermente l'avancorsa (o trail, clicca QUI per saperne di più) specialmente sulle taglie più piccole rendendo la bicicletta più reattiva nei cambi di direzione a parità di gomma.

Un aggiustamento che in un certo senso contrasta l'impiego di coperture sempre più larghe che a causa del differente volume finiscono per influenzare il trail al punto da rendere lo sterzo un po' più pigro.
A completare la configurazione della piattaforma le due opzioni di arretramento del reggisella: 0 e 15 mm. Rinnovato anche il sistema di serraggio.



Allestimenti, pesi e prezzi
La Colnago V5Rs viene proposta in quattro opzioni colore che ricalcano le varianti cromatiche dedicate ai Pro' delle squadre UAE Team Emirates-XRG (SDM5) e UAE Team ADQ (VRWB) alle quali di affianca la versione iridata destinata a Pogačar (VRWC, foto in questo articolo) e la più neutra versione Black (VRBK) con dettagli argento.



Ogni variante cromatica può essere associata ad uno dei sette allestimenti in gamma (vedi tabella sotto). Viene riproposto senza nessuna modifica il manubrio integrato monoscocca proprietario CC.01, già impiegato sulla V4Rs.
La lista montaggio può essere totalmente personalizzata attraverso il configuratore.

Peso
Il telaio grezzo in taglia 485 (quella di Pogačar) pesa 685 gr.
342 gr per la forcella.
Il guadagno rispetto alla V4Rs è pari a 146 gr.

Prezzo

Colnago mette a disposizione anche il kit telaio (telaio, forcella, serie sterzo, reggisella e portaborraccia): 5.940 euro.
La V5Rs è già disponibile presso i rivenditori autorizzati.

Nuova Colnago V5RS: le prime impressioni in sella
74 km e un dislivello di poco superiore ai 900 metri non delineano certo i contorni di un test affidabile, anche se la distanza può bastare per iniziare a capire "chi è, da dove viene e dove vuole andare" questa bicicletta.

Come spesso accade le peculiarità emergono quando si inizia ad alzare l'asticella al punto da chiedere qualcosa di più al proprio fisico e di riflesso al mezzo tecnico.

Lungo la salita che da Gardone Riviera (BS) conduce in località San Michele passando per il Vittoriale (l'ascesa è inserita nel percorso medio Colnago Cycling Festival) ho potuto pedalare ad intensità di soglia su una V5Rs tg. 485 sfruttando i tornanti ed i tratti di falsopiano come banco di prova.

Sono alto 168 cm e ho un cavallo pari a 78 cm. La taglia 485 allestita con manubrio CC.01 110-390 non è propriamente la mia configurazione (meglio la tg 455) anche se il mezzo complessivamente non risulta sbilanciato.
Si fa presto a capire che la V5Rs inizia a mostrare il meglio di sé durante i rilanci piuttosto repentini e le progressioni quando la strada sale.
Il merito è da ricondurre ad una struttura piuttosto leggera, ma anche ad una geometria più avanzata che porta il ciclista a spingere sopra il movimento centrale e ad essere più pronto al fuorisella.

Vi dirò...
Ero scettico sull'adozione del carro più aperto poi una progressione veloce con un picco di quasi 1.000 watt sullo strappetto che da Padenghe sul Garda conduce a Desenzano con conseguente rilancio prima della discesa mi ha convinto a ritarare le idee di partenza.

Le prime pennellate lungo discese tecniche hanno restituito sensazioni simili a quelle provate sulla V4Rs.
L'avantreno è preciso e la sensibilità non è troppo esasperata, a differenza di altre bici della medesima categoria impiegate a livello World Tour.
Una buona dose di sicurezza nella conduzione del mezzo viene comunque richiesta perché l'impressione è quella di avere tra le mani una bici grintosa e pronta ai cambi di direzione.

Ancora da mettere a fuoco il comportamento in pianura.
Attorno i 45 km/h l'inerzia e il mantenimento della velocità sembra essere inferiore rispetto a quanto offerto dalle bici spiccatamente aero che, invece, pagano dazio sul cambio di ritmo (più pastose in una prima fase).
Tra qualche settimana il test. Le premesse sono positive. Se son rose... Diventeranno Assi di Fiori!

Per maggiori informazioni: colnago.com
QUI tutte le nostre news e gli approfondimenti sulle novità 2025.
Qui sotto tutti i dettagli del modello aero Y1Rs del marchio dell'Asso di Fiori.
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Sull'autore
Giovanni Bettini
"I poveri sono matti" diceva Zavattini. Anche i ciclisti oserei dire. Sono diventato "pazzo" guardando Marco Pantani al Tour de France 1997 anche se a dire il vero qualcosa dentro si era già mosso con la mitica tappa di Chiappucci al Sestriere. Prima le gare poi le esperienze in alcune aziende del settore e le collaborazioni con le testate specializzate. La bici da strada è passione. E attenzione: passione deriva dal greco pathos, sofferenza e grande emozione.





