

Se guardiamo i freddi numeri, la tappa con arrivo in salita sul Col de la Loze è la più dura del Tour de France 2025: 171,5 km con 3 salite HC (Hors Categorie) e ben 5.450 m di dislivello.
Lo stesso Pogačar qualche giorno fa ha definito il Col de la Loze “una delle salite più dure che abbia mai affrontato”, probabilmente memore della crisi più grande della sua carriera, quella che nel 2023 che gli costò oltre 6 minuti da Vingegaard (video in basso).
Attenzione, però, perché prima di entrare nei dettagli una precisazione è d’obbligo: il Col de la Loze nel 2025 sarà scalato da un versante diverso, più irregolare, ma meno duro…
Glandon e Madeleine
La Vif - Col de la Loze è una "classica tappa da Tour de France", con 3 salite non impossibili come pendenze, ma lunghissime.
Prima del traguardo finale, infatti, i corridori dovranno affrontare due colli che hanno fatto la storia della Grande Boucle, vale a dire il Col du Glandon e il Col de la Madeleine. Salite dure, senza respiro, che si concludono a 2.000 metri di quota e ti logorano lentamente.
Dopo un Tour corso a velocità folli, in una frazione del genere può succedere di tutto, perché se qualcuno va in crisi perdere minuti è un attimo.

Il Col du Glandon è piuttosto irregolare. Misura 21,7 km con una pendenza media del 5,1%, ma è così bassa solo perché nel mezzo ci sono due tratti in contropendenza. Molti segmenti sono sopra il 9%.

Il Col de la Madeleine a nostro avviso è una delle salite (se non la salita) più dura del Tour 2025: 19,2 km al 7,9% con un dislivello di 1.527 m. È molto regolare, senza punte ripidissime, ma senza mai un attimo di respiro.

Col de la Loze: i dati
Il Col de la Loze è la vetta più alta del Tour 2025 (Souvenir Henri Desgrange) ed è anche la salita più lunga di questa edizione: 26,5 km al 6,5%.
La pendenza non è estrema, ma la difficoltà è accentuata dall’alta quota, con gli ultimi 5 km sopra 2.000 metri e con il traguardo finale a 2.304 metri. Sappiamo che oltre i 2.000 metri le prestazioni di molti corridori cambiano e una salita così a fine tappa e fine Tour può fare veramente la differenza.
Vi abbiamo già anticipato che si sale da un versante diverso rispetto a quello del 2023, quando l’arrivo era a Courchevel, dopo qualche chilometro di discesa. Questa volta a Courchevel ci si passa in salita, con il traguardo posizionato proprio sul passo.

La prima parte in realtà è uguale a quella del 2023, con molti tratti sopra l’8%, ma dopo Courchevel-Le Praz si prosegue a sinistra anziché svoltare a destra verso Méribel. Gli ultimi chilometri affrontati nel 2023 erano durissimi, con lunghi tratti sopra il 9-10%. Quest’anno dopo il paese di Courchevel la pendenza diventa più dolce. Solo a 6 km dall’arrivo la salita torna ad essere più dura.
Se Vingegaard vuole davvero provare a far saltare il banco, rischiando di perdere anche il podio, non potrà aspettare solo l’ultimo tratto, ma dovrà inventarsi qualcosa prima, o a inizio salita oppure, addirittura, sulla Madeleine. Chissà…
Per tutte le info sul Tour: letour.fr/en/
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Redazione BiciDaStrada.it
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