
La 14ª edizione della ciclostorica d'inverno è andata in scena domenica 25 gennaio. L'Artica 2026 fa registrare il tutto esaurito come lo scorso anno. Numero chiuso fissato a 1.000 partecipanti dall'A.S.D. Lone Eagle guidata da Alessandra Rovarin, Francesco Brojanigo e Francesco Noro, fondatori della ciclostorica leonicea.
Un modo per garantire, sicurezza, qualità e divertimento anche in caso di condizioni meteo avverse che anche quest'anno hanno caratterizzato l'evento.


Due i percorsi, 25 e 55 km, entrambi caratterizzati da strade bianche con i saliscendi dei Colli Berici che come da tradizione hanno messo alla prova i partecipanti provenienti anche da Stati Uniti, Argentina, Slovenia, Regno Unito, Germania, Austria, Francia, a conferma di un fascino che va ben oltre i confini nazionali.




L'Artica 2026: pioggia, insidie e... buon cibo
A ripagare gli sforzi i ristori, vero "patrimonio artico", caratterizzati dai sapori della tradizione veneta: formaggio alla griglia, baccalà alla vicentina, polenta, salame ai ferri, trippe con vino, tè caldo e brulè, ad accompagnare ogni portata.




Diverse le aziende del settore ciclo che hanno supportato l'evento: Campagnolo, Cinelli, Selle San Marco, Athena, con Brooklyn che ha portato un romantico tocco anni '70.
In gruppo, infatti, non sono mancate le mitiche maglie indossate da Roger de Vlaeminck, Patrick Sercu e Johan Demuynck e compagni.



Non sono mancati gli ospiti d'eccezione tra cui gli ex professionisti Angelo Furlan, Filippo Pozzato e Marco Aurelio Fontana. In sella anche alcuni rappresentati delle istituzioni accomunati dalla passione per il ciclismo e la voglia di vivere in prima persona l'evento.
Da Lonigo Alessandra Rovarin, Francesco Brojanigo e Francesco Noro lanciano un messaggio: «La bicicletta può essere usata sempre, tutto l’anno anche se è vecchia».


Per maggiori informazioni: lartica.it
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Nell'articolo qui sotto la gallery dell'edizione 2025.
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Redazione BiciDaStrada.it
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