

Nella 17a tappa de La Vuelta Giulio Pellizzari si è regalato, e ci ha regalato, una grande gioia, conquistando la prima vittoria della carriera sul durissimo arrivo in salita dell’Alto de El Morredero.
Il marchigiano è stato autore di una prova maiuscola, sia per prestazione atletica che per intelligenza tattica, salendo in modo regolare sul tratto più duro, per poi attaccare su quello leggermente più pedalabile.

Giulio probabilmente ha sfruttato anche una giornata non brillantissima da parte di Vingegaard e Almeida, ma i dati di Pellizzari sull’ultima salita sono di tutto rispetto, soprattutto se li guardiamo nell’ottica della sua giovanissima età…
I dati dell’Alto de El Morredero
L’Alto de El Morredero è una delle salite più dure de La Vuelta 2025. Secondo i dati ufficiali misura 8,8 km, con una pendenza media del 9,7% e una massima del 16%. La parte più impegnativa è la prima, con pendenze sempre superiori al 10-12% nei primi 5 km.
L’ascesa è stata resa ancora più complicata dal forte vento che i corridori hanno trovato nella seconda parte, che sicuramente ha influenzato anche prestazioni e dinamica di gara, portando a distacchi meno importanti rispetto a quelli che avremmo immaginato.

I dati di Pellizzari
Per analizzare i dati di Pellizzari abbiamo preso a riferimento il segmento Strava più simile all’altimetria ufficiale, che indica 8,75 km con una pendenza media del 9,6%.
Giulio Pellizzari ha fatto registrare il KOM con un tempo di scalata di 28:49 ad una media di 18,2 km/h.
Come sempre, in assenza di un valore certo relativo ai watt (Giulio non li condivide), il dato più interessante da analizzare è quello della VAM, che è stata di 1.744 m/h.


È giusto ricordare che su pendenze molto ripide è più “facile” ottenere alti valori di VAM e non siamo ancora sui livelli delle prestazioni di Pogačar (e del miglior Vingegaard), che su salite di questa lunghezza vanno stabilmente oltre i 1.800 m/h, ma si tratta comunque di una prestazione di valore assoluto, al netto del fatto che non possiamo quantificare in modo oggettivo l'influenza del vento sulla prestazione finale (è stato molto laterale, per alcuni tratti contro e altri a favore).
Per farci un’idea approssimativa dei watt erogati da Pellizzari sull’ultima salita abbiamo preso come riferimento la prestazione di Kevin Vermaerke, che esprimendo circa 5,4-5,5 w/kg ha impiegato 4’ in più di Pellizzari. Per lo scalatore della Red Bull, quindi, possiamo stimare un valore di 6,2-6,3 w/kg sull’intera ascesa, un dato che corrisponde a quello restituito dagli algoritmi di calcolo utilizzati più di frequente, nonostante il vento.

I dati di Pellizzari sull’Alto de El Morredero sono di altissimo livello, anche se non straordinari per il ciclismo moderno. A nostro avviso, però, diventano straordinari se consideriamo il rapporto età/performance. E se consideriamo che siamo nella terza settimana di un Grande Giro corso per fare classifica.
Ok, siamo ancora lontani da fenomeni come Pogačar e Vingegaard, ma è anche vero che Tadej 5 anni fa, a 21 anni, non andava come va adesso…
Lasciamo crescere Giulio con calma, ma i numeri ci sono tutti e il salto di qualità rispetto allo scorso anno è già stato notevole…
Foto d'apertura La Vuelta - Cxcling Creative Agency
Condividi con
Tags
Sull'autore
Nicola Checcarelli
Passione infinita per la bici da strada. Il nostro claim rappresenta perfettamente il mio amore per le due ruote e, in particolare, per la bici da corsa. Ho iniziato a pedalare da bambino e non ho più smesso. Ho avuto la fortuna di fare della bici il mio lavoro, ricoprendo vari ruoli in testate di settore, in Regione Umbria per la promozione del turismo in bici, in negozi specializzati. Con BiciDaStrada.it voglio trasmettervi tutta la mia passione per le due ruote.




