

Non è simpatico a tutti e forse non dà spettacolo come Pogačar (e obiettivamente chi è in grado di farlo?), ma i dati di Vingegaard a Carì ci dicono che il danese è l’unico che quando è in condizione può battagliare in salita con Tadej.
Forse potrà farlo anche Seixas, ma lo scopriremo al Tour di quest’anno.

Vingegaard non si è presentato al Giro 2026 al top della forma e i dati dei primi arrivi sono lì a dimostralo. Nella prima parte della corsa rosa ha vinto, ma non ha stravinto. Nella crono è andato un po’ sotto le aspettative, complice, sembra, anche un raffreddore.
Tutto sommato era logico che fosse così visto che dovrà correre anche il Tour e le energie vanno gestite, ma a Pila e poi a Carì i numeri mostrano una condizione in grande crescita.

I numeri della salita di Carì
La salita di Carì non presenta pendenze impossibili, ma è lunga e impegnativa: 11,7 km con una pendenza media del 7,9% e punte al 13% nella parte finale.
In realtà l’ascesa è molto regolare, quasi tutta intorno all’8%, ma la media è leggermente più bassa perché a metà c’è un chilometro di falsopiano.
Come avevamo anticipato, si tratta della tipica salita che nel ciclismo moderno regala distacchi e numeri da record, perché intorno all’8% si fa ancora alta velocità, ma non si sta più bene a ruota.

I dati di Vingegaard a Carì
Vingegaard ha impiegato 30:48 per scalare gli 11,7 km della salita di Carì, di cui gli ultimi 6,6 km pedalati in solitaria.
Velocità media: 22,8 km/h.
VAM: 1.810 m/h (senza il falsopiano centrale probabilmente avrebbe toccato i 1.850 m/h).
Potenza stimata: 6,7 watt/KG su 30 minuti. Considerate che Derek Gee è salito a circa 6,2 watt/kg e ha preso 1:18 di distacco. QUI il link al segmento Strava.

Si tratta di numeri di valore assoluto, paragonabili a quelli fatti registrare da Pogačar sulla salita di Hautacam al Tour 2025, che tra l’altro è molto simile per lunghezza, pendenza e quota.
Valori che impressionano ancora di più se consideriamo che i corridori sono entrati nella terza settimana e che Jonas sembrava avere ancora qualcosina da poter dare, soprattutto nel finale della salita.
Da qui all’inizio del Tour può succedere di tutto, ma chissà che la partecipazione al Giro di Vingegaard non ci consegni la sfida più avvincente di sempre per la maglia gialla…
Qui sotto trovate le scelte tecniche usate sulla Cervélo di Vingegaard in questo Giro d'Italia:

Foto d'apertura Fabio Ferrari/LaPresse
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Sull'autore
Nicola Checcarelli
Passione infinita per la bici da strada. Il nostro claim rappresenta perfettamente il mio amore per le due ruote e, in particolare, per la bici da corsa. Ho iniziato a pedalare da bambino e non ho più smesso. Ho avuto la fortuna di fare della bici il mio lavoro, ricoprendo vari ruoli in testate di settore, in Regione Umbria per la promozione del turismo in bici, in negozi specializzati. Con BiciDaStrada.it voglio trasmettervi tutta la mia passione per le due ruote.



