
Pressione gomme e raggi in carbonio: perché i pro' del team Bahrain sgonfiano le gomme al Giro d'Italia
Giovanni Bettini

Pressione gomme e raggi in carbonio: perché i pro' del team Bahrain sgonfiano le gomme al Giro d'Italia
Giovanni Bettini
Al Giro d’Italia, l’attenzione di tecnici e meccanici si è spostata su un binomio tecnologico inedito che sta cambiando le regole del gioco: il rapporto tra pressione gomme e raggi in carbonio.
Siamo saliti a bordo del camion officina del team Bahrain Victorious per fare chiarezza su una scelta che, a prima vista, potrebbe sembrare un paradosso: perché i meccanici stanno sgonfiando le gomme dei professionisti?

A svelarci questa dinamica è lo storico meccanico del team, Ronny Baron.
Qui sotto il video short.
Ruote Vision RS: più rigidità, meno pressione
Dentro il camion officina ci sono:
- - quattro biciclette complete per ogni corridore (Bianchi Oltre RC);
- - cinque per i capitani (Caruso, Eulalio e il ritirato Buitrago);
- - otto telai di scorta (due per ogni taglia);
- - 70 coppie di ruote Vision Metron.
Il parco ruote è così composto:
- - 30 coppie di Vision Metron 45 RS (usate da tutti i corridori nelle tappe con arrivi in salita);
- - 30 coppie di Vision Metron RS 60 (prima scelta per tutte le altre tappe);
- - 10 coppie di Vision Metron SL (la "vecchia" generazione con raggio in acciaio per le bici n° 4 o 5).
Numeri che sanciscono il dominio pressoché definitivo dei raggi in carbonio, che permettono un risparmio di peso non banale.
Ed è proprio questo aspetto ad aver catturato la nostra attenzione.

«I corridori hanno riferito che la ruota è più rigida rispetto ad una struttura tradizionale in acciaio - sottolinea Ronny -. I raggi in carbonio delle Vision Metron RS influenzano la risposta dell'intera bicicletta che diventa più scattante e reattiva. Al tempo stesso però abbiamo avvertito l'esigenza di compensare questo effetto per non sacrificare la guidabilità, aspetto che ha a che fare con la sicurezza».
«Mantenere la stessa pressione di una ruota tradizionale, a parità di costruzione cerchio e pneumatico, secondo quello che abbiamo osservato, potrebbe rompere questo equilibrio».

Il trucco del Team Bahrain: -0.2 bar sulle Metron RS
Fin dalla partenza in Bulgaria tutti i corridori hanno usato pneumatici Continental Grand Prix 5000 TT TR da 30 mm tubeless su tutte le coppie di ruote, relegando di fatto il 28 mm in un angolo del camion officina.

«L'intervallo delle pressioni va dai 3.5 bar ai 4.2 bar a seconda del corridore» - spiega Ronny.
«Al netto del canale interno leggermente più abbondante (23 mm sulle Metron RS, 21 mm sulle Metron SL, ndr) andiamo a togliere circa 0.2 bar per ruota con l'obiettivo di compensare la maggior rigidezza delle RS con raggi in carbonio».
Una regolazione di fino che innesca tre effetti tra loro complementari.
- - Migliore comfort e sicurezza: nelle discese bagnate o sui tratti con asfalto rovinato i corridori hanno il controllo del mezzo.
- - Aumento dell'impronta a terra: la gomma leggermente più sgonfia copia meglio le imperfezioni dell'asfalto.
- - Assorbimento delle micro-vibrazioni: lo pneumatico fa da "ammortizzatore", lasciando alla ruota il compito di garantire la massima reattività in fase accelerazione.

Pressione gomme e raggi in carbonio: sempre più sistema
Le soluzioni utilizzate dalla squadra del Golfo confermano ancora una volta che scelte tecniche e regolazioni vanno giocate sempre più ad ampio respiro.
La bicicletta non è più vista come entità fatta di singoli compartimenti, ma un unico sistema strutturale dove è sempre più il dettaglio a fare la differenza.
Il segreto lato ruote è "saper gonfiare con criterio" a seconda dei materiali a disposizione che influenzano le risposte della bici una volta in strada. Il binomio pressione gomme e raggi in carbonio pare suonare come una sentenza in tal senso. Un aspetto da considerare e tenere a mente anche per gli appassionati che passano da ruote con raggio in acciaio a modelli con raggio in carbonio.

Per maggiori informazioni: shop.visiontechusa.com/it/series/metron
QUI tutte le nostre news e gli approfondimenti sul mondo dei professionisti.
Qui sotto il nostro test delle Vision Metron 45 RS.
Condividi con
Tags
Sull'autore
Giovanni Bettini
"I poveri sono matti" diceva Zavattini. Anche i ciclisti oserei dire. Sono diventato "pazzo" guardando Marco Pantani al Tour de France 1997 anche se a dire il vero qualcosa dentro si era già mosso con la mitica tappa di Chiappucci al Sestriere. Prima le gare poi le esperienze in alcune aziende del settore e le collaborazioni con le testate specializzate. La bici da strada è passione. E attenzione: passione deriva dal greco pathos, sofferenza e grande emozione.





