

A margine del 195° Congresso dell'Unione Ciclistica Internazionale (UCI) che si è tenuto ieri a Montréal, il Comitato Direttivo ha annunciato l'avviamento del processo di revisione del testo che regola i valori e i principi fondanti del ciclismo internazionale. L'UCI aggiorna la Carta di Lugano (o Lugano Charter) a trent'anni dalla sua adozione.

Una svolta storica che mette al centro le crescenti esigenze in materia di sicurezza, le sfide sociali e ambientali e l'evoluzione tecnica.
Quest'ultimo punto, in particolare, rivela un'apertura istituzionale senza precedenti nei confronti dell'industria del ciclismo, che tra febbraio e aprile 2027 sarà parte attiva di un percorso di consultazione destinato a riscrivere i canoni che regolano le biciclette e le attrezzature nel ciclismo professionistico.

Ed è proprio in questo spazio di trattativa che torna al centro del dibattito uno dei temi più caldi per appassionati, tecnici e costruttori.
Questa storica revisione porterà all'abolizione o al ridimensionamento del limite minimo di peso di 6,8 kg che muove dai principi dettati dalla Carta di Lugano?

L'UCI aggiorna la Carta di Lugano: regole troppo vecchie?
Il limite di 6,8 kg fu introdotto il 1° gennaio 2000 per ragioni di sicurezza strutturale ed equità sportiva.
Negli anni '90, le forme avveniristiche dei telai in composito e i telai in alluminio a spessore ridotto rischiavano, secondo l'istituzione, di snaturare il mezzo tecnico al punto da rendere estremamente fragili i telai.
Oggi, a distanza di tre decenni, lo scenario tecnologico è completamente diverso.
- - Le squadre, come negli anni 2000, aggiungono zavorre per non incorrere in squalifiche.

- - Le moderne tecniche di lavorazione della fibra di carbonio consentono di realizzare biciclette con elevati standard di rigidità e resistenza anche al di sotto dei 6 kg.

- - Le cosiddette bici superleggere (o polivalenti/all-round) sono state spazzate via dal gruppo in nome dell'aerodinamica. Le squadre si chiedono: "Perché devo utilizzare una bici da 6 kg quando il limite è 6,8 kg? Alla luce della velocità crescente molto meglio una bici aero da 7 kg!". Un abbassamento della soglia minima restituirebbe senso e spazio d'impiego alle specialissime da salita in specifici contesti di gara.

A confermare l'obsolescenza dell'attuale regolamento ci sono i recenti fatti di cronaca sportiva, vedi la squalifica di Lorena Wiebes (SD Worx-Protime) al Giro d'Italia Women.
L’atleta olandese è stata estromessa dalla corsa, perdendo vittoria di tappa e Maglia Rosa, perché la sua Specialized S-Works Tarmac SL8 pesava 6,78 kg: 20 grammi in meno rispetto alla fatidica soglia dei 6,8 kg.
Una vicenda che ha riacceso il dibattito attorno a questa norma.

UCI aggiorna la Carta di Lugano: cosa dobbiamo aspettarci?
Sebbene l'UCI non abbia citato esplicitamente la cancellazione del peso minimo nella sua nota ufficiale, l'apertura di un tavolo di confronto diretto con le aziende produttrici rende inevitabile la discussione su questa norma.
Gli scenari più plausibili per la nuova Carta di Lugano si muovono su tre direttrici.

1 - Dalla bilancia ai protocolli stress test
Una delle richieste dell'industria del ciclismo è: sostituire un peso minimo con test d'impatto e fatica più severi.
Se un telaio o un componente supera i test di resistenza approvati dall'istituzione il mezzo è da considerarsi sicuro e la cifra indicata dalla bilancia passa in secondo piano.
La vera domanda è: l'UCI è disposta a definire gli standard per attuare questa politica? Quanto l'istituzione è disposta a rischiare nel nome del rinnovamento?

2 - L'abbassamento della soglia
L'ipotesi più semplice e "indolore" potrebbe essere la semplice revisione al ribasso del limite.
Portare la soglia a 6,0 kg o 6,2 kg permetterebbe ai marchi di sfruttare i progressi dei materiali senza innescare rincorse estreme al risparmio di grammi.

3 - Sostenibilità
Uno degli elementi più innovativi emersi dall'annuncio dell'UCI riguarda l'integrazione delle sfide ambientali e sociali nel regolamento tecnico.
Per la prima volta, la normativa che regola l'attrezzatura non si occupa solo di prestazioni e mette al centro l'impatto ecologico dell'intera industria del ciclismo.
Attualmente, la ricerca ossessiva del vantaggio aerodinamico e del risparmio di peso ha portato a soluzioni costruttive non propriamente green.

- - Componenti monouso ed estreme integrazioni.
Appendici su misura stampate 3D per il singolo atleta e componenti in carbonio non riparabili aumentano esponenzialmente la quantità di scarti e riducono il ciclo di vita del prodotto.

- - Economia circolare e riciclo.
Con la nuova Carta di Lugano, l'UCI potrebbe promuovere l'uso di compositi termoplastici riciclabili, resine a basso impatto e processi tracciabili, disincentivando l'impiego di materiali privi di possibilità di recupero.

- - Contenimento dei costi e accessibilità.
Limitare la proliferazione di soluzioni concepite esclusivamente per guadagnare pochi grammi o una manciata di watt permetterebbe di preservare l'accessibilità economica verso la bicicletta, evitando al tempo stesso che la "corsa agli armamenti tecnologici" crei un solco insuperabile tra i team World Tour ad alto budget e il resto del gruppo.

In questo contesto, una revisione ragionata del limite dei 6,8 kg potrebbe viaggiare di pari passo con nuovi criteri di durevolezza e riparabilità premiando le aziende che sviluppano biciclette leggere, ma al tempo stesso a impatto ecologico ridotto.
La nuova Carta potrebbe, quindi, introdurre vincoli sulla riciclabilità dei materiali o limitare l'impiego di soluzioni ad alto impatto ambientale (vedi impiego massiccio della fibra di carbonio).

L'UCI aggiorna la Carta di Lugano: la nota ufficiale
Sempre nell'ambito dell'attrezzatura, il Comitato Direttivo UCI ha deciso di avviare il processo di revisione della Carta di Lugano, testo fondante dei valori e dei principi del ciclismo internazionale adottato dall'UCI nel 1996. A trent'anni dalla sua adozione, vista l'evoluzione delle pratiche, le sfide sociali e le esigenze di sicurezza, si è reso necessario intraprendere una revisione dei suoi contenuti. Una bozza della carta aggiornata sarà preparata in vista di una fase di consultazione aperta alle varie famiglie del ciclismo e ai produttori (febbraio-aprile 2027). La nuova carta sarà presentata nel 2027. [...]
«Dal punto di vista normativo, l'apertura di un nuovo quadro di consultazione con i membri dell'industria del ciclismo, insieme all'avvio della revisione della Carta di Lugano a trent'anni dalla sua adozione, testimoniano il nostro impegno ad far evolvere le nostre regole in concertazione con tutte le famiglie del ciclismo». - David Lappartient, presidente UCI (foto sotto).

Qui sotto il testo del Lugano Charter.
Per maggiori informazioni: uci.org
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Sull'autore
Giovanni Bettini
"I poveri sono matti" diceva Zavattini. Anche i ciclisti oserei dire. Sono diventato "pazzo" guardando Marco Pantani al Tour de France 1997 anche se a dire il vero qualcosa dentro si era già mosso con la mitica tappa di Chiappucci al Sestriere. Prima le gare poi le esperienze in alcune aziende del settore e le collaborazioni con le testate specializzate. La bici da strada è passione. E attenzione: passione deriva dal greco pathos, sofferenza e grande emozione.




