

La Trek Madone SLR 7 Gen 8 è la mia "bici personale" per il 2025, cioè una di quelle che utilizziamo per testare gomme, ruote e altri componenti. La Madone Gen 8 è stata lanciata nel giugno del 2024 e ha sostituito sia la Madone Gen 7 che la Emonda, un compito non facile…

Dal punto di vista estetico non passa di certo inosservata, sia per le sue forme particolari, sia per le grafiche non banali. È una di quelle bici che piace o non piace, senza mezze misure, ma sotto il punto di vista tecnico ci sono veramente tante cose da dire e alcune di queste per certi versi sono sorprendenti, soprattutto pensando che si tratta di una bici da competizione usata nel World Tour.

Io ci sto pedalando da oltre 6 mesi e in questo contenuto non ho voluto raccontarvi di come va in salita o di quanto è veloce in pianura (di questi aspetti abbiamo parlato in occasione del lancio ufficiale), ma ho sintetizzato 4 cose ben precise che mi hanno colpito in modo particolare.
Se volete qualcosa di più approfondito, date un’occhiata al video qui sotto, in cui abbiamo parlato anche degli aspetti che mi sono piaciuti meno…
1- Come si guida
Mi aveva già colpito la prima volta che l’avevo usata. Continua a impressionarmi ogni volta che ci esco per la sicurezza e la confidenza che trasmette, anche nelle discese più difficili e con asfalto non perfetto. La Trek Madone SLR 7 è precisa come una bici da competizione, facile come una endurance, pur con ruote da 51 mm.
In questi mesi l’ho usata con diversi modelli di pneumatici e, al netto di inevitabili differenze, le sensazioni sono rimaste sempre super positive.

2- Comfort
Non voglio direi che sia la più comoda, ma è sicuramente una delle più comode tra le bici da competizione. Il comfort si riferisce sia alla posizione in sella, sia alla capacità di assorbimento delle vibrazioni.
In termini di geometrie, pur mantenendo un assetto da gara, è meno “spinta” di molti altri modelli e dunque più alla portata dell’utente “medio”, che non sempre ha la flessibilità e la fisicità del professionista. Per capirlo basta guardare il rapporto stack to reach di 1,477 in taglia L, quella che sto usando io (sono 183 cm con altezza sella di 77,5 cm). Se siete curiosi, QUI trovate un confronto tra i valori stack to reach dei modelli più diffusi.

La cosa che mi ha sorpreso di più, però, è la capacità di assorbimento delle vibrazioni.
Per darvi un dato, a parità di gomme e di ruote la Trek Madone SLR 7 mi permette di mantenere una pressione di 0,3-0,4 bar più alta rispetto alla Emonda SLR che usavo fino allo scorso anno, che già di suo non era una bici scomoda.
La utilizzo abitualmente con pneumatici tubeless 700x28, ma non va dimenticato che può ospitare gomme fino a 700x32, anche se onestamente non ho mai sentito la necessità di montarne di più larghe.

3- Manubrio Aero RSL Road
Il manubrio è stato totalmente rivisto rispetto a quello della Emonda SLR e a mio avviso è molto migliore. La transizione con i comandi del manubrio è “piatta” e molto più ergonomica rispetto alla versione precedente.
Offre un compromesso ideale tra rigidità e capacità di assorbire le vibrazioni, mentre il flare di 3 cm tra parte alta e parte bassa delle piega permette di essere aerodinamici con le mani sui comandi, ma garantisce grande stabilità in discesa e volata.
Comodo in tutte le posizioni.
L’eccellenza dei due punti precedenti credo che in parte sia legata a questo componente.


4- Sistema di regolazione dell’inclinazione sella
Quest’aspetto non incide direttamente sulle prestazioni, ma è un qualcosa di concreto che migliora l’esperienza d’uso.
Sulle versioni precedenti modificare l’inclinazione della sella non sempre era semplice, non tanto per la complessità del sistema, quanto per il fatto che le “conchiglie” di fissaggio spesso risultavano bloccate e per muoverle servivano "le maniere forti".
Trek ha modificato il sistema di fissaggio, introducendo una vite aggiuntiva per la regolazione del tilt (inclinazione). In questo modo le conchiglie esterne non si bloccano più e modificare l’inclinazione e l’arretramento (o semplicemente cambiare sella) è molto più rapido e intuitivo. Almeno questa è stata la mia esperienza.

Cosa ci è piaciuto meno della Trek Madone SLR 7
Anche le cose più belle hanno qualche piccolo difetto, di cui vi parliamo qui sotto, anche se sui modelli 2026 ci sono delle belle sorprese in arrivo…
1- Il prezzo
La bici di cui abbiamo parlato in questo articolo e che vedete in queste foto è la Trek Madone SLR 7 Gen 8 2025. Il prezzo di listino era di 8.999 euro, uno dei più alti sul mercato in relazione al montaggio, anche se in linea con gli altri top brand.
La bella notizia è che la versione 2026 costerà 7.999 euro, cioè ben 1.000 euro in meno. Trek negli ultimi mesi ha lavorato tanto in questo senso e se date un’occhiata ai listini vedrete che la riduzione interessa anche altri modelli.

2- Le borracce aero
Più performance, meno praticità. Sintetizzerei così il sistema di borracce e portaborracce introdotto sulla Madone Gen 8.
Borracce e portaborracce sagomate creano una sorta di “carena” e migliorano l’aerodinamica. Di contro, sono un po’ meno facili da estrarre e inserire e in casa non si possono riporre in verticale.
Un problema di poco conto, anche perché i portaborracce di serie possono ospitare anche borracce normali (foto più in basso).


3- Peso
La Trek Madone SLR 7 Gen 8, in taglia L e senza pedali, pesa 7,650 g.
A parità di montaggio ci sono bici più leggere, ma Trek ha preferito puntare su altri aspetti piuttosto che sulla leggerezza estrema e personalmente, pedalando, questo peso extra non si avverte per nulla.
Se siete grammomaniaci è una cosa da valutare, ma ormai neanche i Pro' sono più ossessionati dal peso del mezzo.
In ogni caso, la versione top di gamma ferma l’ago della bilancia sui 7 kg.
Per maggiori informazioni: trekbikes.com
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Sull'autore
Nicola Checcarelli
Passione infinita per la bici da strada. Il nostro claim rappresenta perfettamente il mio amore per le due ruote e, in particolare, per la bici da corsa. Ho iniziato a pedalare da bambino e non ho più smesso. Ho avuto la fortuna di fare della bici il mio lavoro, ricoprendo vari ruoli in testate di settore, in Regione Umbria per la promozione del turismo in bici, in negozi specializzati. Con BiciDaStrada.it voglio trasmettervi tutta la mia passione per le due ruote.




