
TEST - Sella Cadex AMP 3D: definisce la posizione e stabilizza il bacino, ma attenzione...
Giovanni Bettini

TEST - Sella Cadex AMP 3D: definisce la posizione e stabilizza il bacino, ma attenzione...
Giovanni Bettini
Presentata ad aprile 2025 la sella Cadex AMP 3D è il fiore all'occhiello del marchio taiwanese parte del gruppo Giant.

Utilizzata anche dai professionisti del Team Jayco AlUla (foto sotto), replica la struttura portante della AMP e il relativo profilo semi-waved.
La copertina, stampata 3D, è il vero elemento distintivo di questa proposta.

Estetica aggressiva, tecnologie di prim’ordine e peso ridotto sono qualità capaci di suscitare un certo magnetismo al primo contatto con il prodotto.
La confezione, pur nella sua semplicità, in fase di apertura genera un effetto dal richiamo futuristico che ha tutta l'intenzione di "rapire" il ciclista.
Oltre l'apparenza, però, c'è una sostanza da valutare con attenzione.
Dettagli tecnici
Il profilo semi-waved presenta un'ondulazione non troppo pronunciata e una transizione progressiva tra le tre zone che compongono la struttura.
La coda è rialzata ed offre supporto alla zona ischiatica: una caratteristica in grado di aiutare coloro che hanno una retroversione del bacino.

La porzione centrale mostra un'area di seduta piuttosto ampia con il naso che vira leggermente verso il basso per alleviare la pressione sui tessuti molli.

Rimanendo ancorati al design, ma con vista dal piano superiore, emerge la forma “a corona” della parte posteriore con le ali laterali che si abbassano rapidamente lungo i fianchi.
Il tutto si restringe in modo progressivo e continuo verso la punta.

Lungo tutta la seduta è presente poi un canale centrale che intende scaricare la pressione sulla zona perineale. L'accoppiamento con la copertina è progressivo. Un dettaglio che si nota in particolare se si osserva la struttura sul piano frontale.
L'anima di questa sella è senza dubbio la scocca. Telaio e scafo sono fusi in un unico insieme.

Materiali utilizzati
La scocca è realizzata grazie al processo produttivo Carbon SMC (Carbon Fiber Sheet Molding Compound o C-SMC).
Questa tecnologia industriale utilizza fibre di carbonio tritate e impregnate di resina che assumono la forma desiderata attraverso lo stampaggio a compressione.
Una tecnica che permette di ottenere forme complesse con il composito che assume una struttura quasi-isotropa in grado di rispondere a sollecitazioni meccaniche provenienti da diverse direzioni.

Una differenza importante rispetto ai tessuti in fibra di carbonio preimpregnati utilizzati, ad esempio, all'interno degli stampi dei telai che presentano proprietà fisiche nettamente diverse a seconda di come vengono orientate.
Il risultato è una struttura monoscocca che riduce la flessione della seduta mantenendo pressoché inalterata la resa a medio-lungo termine. In altre parole il rischio di sfondamento a seguito dell'utilizzo intenso viene limitato con ripercussioni positive sulla vita utile del prodotto.

La copertina è costruita in EPU (poliuretano elastomerico) stampato 3D.
La particolare lavorazione a celle aperte è caratterizzata da nodi che vanno a comporre un reticolo a densità variabile: da morbido a rigido dalla coda al naso dove invece è presente un inserto in lattice a bassa densità.

Cadex chiama questa struttura Gyroid (o giroidale) visto che il filamento G3D impiegato in fase di stampa è in grado di lavorare in diverse direzioni proprio come un giroscopio. Il ciclista di conseguenza viene sospeso sulla sella, ma al tempo stabilizzato.
A differenza di altri rivestimenti 3D il filamento G3D distribuisce la pressione e resiste alla compressione limitando l'attrito e di conseguenza i micro movimenti durante la pedalata.

Misure disponibili
La sella Cadex AMP 3D a catalogo propone due versioni:
- - Cadex AMP 3D (larghezza 145 mm);
- - Cadez AMP 3D 155 mm.
Identica la costruzione.
La sella da 145 mm è protagonista di questo test.

Peso
Peso dichiarato: 147 gr.
Peso rilevato: 151 gr.
Rientra di diritto tra le selle più leggere mai prodotte con tecnologia 3D con un risparmio di peso che si aggira sui 20-30 gr rispetto alla media delle proposte equivalenti.
Per darvi un metro di paragone la Selle Italia SLR 3D Carbon L3 che adotta la medesima larghezza ha un peso dichiarato di 143 gr.

Prezzo
La Cadex AMP 3D (larghezza 145 mm) ha un prezzo di listino di 369,99 euro.
Leggermente più alto il prezzo della versione da 155 mm: 389,99 euro.
Una valore alto che al tempo stesso si colloca nella fascia bassa dell'intervallo prezzo che in certi casi sfora abbondantemente il muro dei 400 euro (rif. prezzo di listino).

Sella Cadex AMP 3D: come va
Il montaggio corretto è il passaggio obbligatorio per iniziare a godersi questo prodotto.
Attraverso il codice QR presente sulla scatola si accede direttamente al manuale utente (disponibile QUI) che contiene tutte le informazioni per una corretta installazione.
L'indicazione è quella di posizionare in una posizione neutra la porzione centrale (in verde nell'immagine sotto) in modo tale da non scivolare avanti/indietro durante la pedalata.

In fase di montaggio ho cercato così di replicare l'impostazione indicata da Cadex mantenendo una leggera inclinazione verso il basso: non ho avuto la necessità di aggiustare ulteriormente.
Altra informazione importante: il centro anatomico o BRP (Biomeccanical Reference Point) è fissato a 80 mm di larghezza.

Nonostante una rotazione del bacino neutra, che tende ad essere associata a selle con profili meno ondulati, non ho avuto problemi ad adattarmi alla seduta. Abituato ad altre forme, però, ho avvertito fin da subito le differenze.
La coda rialzata si sente "più sotto" al sedere appena si sale in bici. Non si tratta di un difetto, ma della differente conformazione: basta poco per abituarsi.

In seconda battuta la larghezza effettiva sembra non corrispondere alla larghezza nominale.
Scettico all'inizio sulla misura da 145 mm (utilizzo in genere selle da 130/135 mm di lunghezza), mi sono dovuto ricredere.
Le ali che degradano velocemente lungo i fianchi aiutano a mantenere una seduta essenziale ancor di più se la sella viene installata su una bici da competizione (Pinarello Dogma F nel mio caso) che per definizione spinge il ciclista verso una posizione più aggressiva e una superficie d'appoggio ridotta.

Quest'ultimo aspetto merita attenzione.
Sono bastati pochi chilometri in pianura per avvertire la sensazione di essere ancorato ad una singola posizione con una libertà di movimento limitata.
Sensazioni in linea con gli obiettivi progettuali delle selle ondulate che però potrebbero dare l'impressione ad un ciclista dinamico di essere "intrappolato".
Letta sotto un'ottica differente la sella Cadex AMP 3D potrebbe non essere la scelta ideale se dovete affinare la posizione e se amate muovervi a seconda dei vari frangenti (salita, discesa, etc.).

Al tempo stesso se pedalate sempre nella stessa posizione per lunghi periodi di tempo questo tipo di soluzione potrebbe aiutarvi a stabilizzare ulteriormente l'assetto.
Un'ultima considerazione è legata alla rigidità dello scafo che sembra fare spallucce ai ciclisti allenati e in peso forma. La scocca piuttosto rigida diventa un fulcro in grado di limitare la dispersione della forza in fase di spinta.

Una caratteristica che tende ad aumentare il grado di efficienza in presenza di una muscolatura del core tonica in grado di sostenere il ciclista.
Al netto di queste considerazioni possiamo affermare, in linea generale, che la sella Cadex AMP 3D è la scelta giusta se avete una o più delle seguenti caratteristiche.
- - Bacino retroflesso
- - Messa in sella consolidata
- - Tendenza a pedalare per lunghi periodi di tempo nella stessa posizione
- - Muscolatura profonda degli addominali forte
Si tratta, ovviamente, di indicazioni generali per cercare di tirare fuori il meglio da questo componente evitando complicazioni.
Al di là del peso, del prezzo e dell'estetica, la sella è e rimane il componente con il più alto grado di soggettività.

Per maggiori informazioni: cadex-cycling.com/it
Qui sotto tutti i dettagli delle ruote d'alta gamma Cadex Max 50.
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Sull'autore
Giovanni Bettini
"I poveri sono matti" diceva Zavattini. Anche i ciclisti oserei dire. Sono diventato "pazzo" guardando Marco Pantani al Tour de France 1997 anche se a dire il vero qualcosa dentro si era già mosso con la mitica tappa di Chiappucci al Sestriere. Prima le gare poi le esperienze in alcune aziende del settore e le collaborazioni con le testate specializzate. La bici da strada è passione. E attenzione: passione deriva dal greco pathos, sofferenza e grande emozione.





