TEST - Giant Defy E+ Elite 1: la prova di lunga durata

Nicola Checcarelli
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TEST - Giant Defy E+ Elite 1: la prova di lunga durata

Nicola Checcarelli
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La Giant Defy E+ è la nuova bici a pedalata assistita del colosso taiwanese, presentata a ottobre 2024. È pensata prima di tutto per l’uso stradale, ma grazie al passaggio ruota fino a 700x38 strizza l’occhio anche all’uso all-road e gravel leggero. Non a caso Giant ne propone anche un modello equipaggiato con gomme e rapporti off-road, denominato AR.

La bici è allestita con motore proprietario SyncDrive Move+ da 30 Nm posizionato sul mozzo posteriore, alimentato da una batteria da 400 Wh, dunque più capiente rispetto alla media del mercato.

In queste ultime settimane abbiamo avuto la possibilità di provare la Giant Defy E+ in versione Elite 1 e qui sotto trovate le nostre impressioni.

1- Dettagli tecnici

- Geometria

La Giant Defy E+ ha geometrie endurance, come è logico che sia per una e-road bike, dove ha poco senso ricercare un’impostazione troppo corsaiola.
Le misure sono pressoché identiche rispetto a quelle della Defy, con un rapporto stack to reach di 1,501 in taglia M/L. L’angolo piantone è da 73°, mentre quello di sterzo misura 72,5°.

Le taglie sono 5 (una in meno rispetto alla Defy) e qui sotto trovate la tabella nel dettaglio:

- Assetto in sella

Sono alto 183 cm, pedalo a 77,5 cm e come sempre accade per le bici Giant mi sono trovato alla perfezione sulla taglia M/L. 

- Cura costruttiva

La Giant Defy E+ Elite 1 ha telaio in fibra di carbonio Advanced e forcella in carbonio Advanced SL.

Le forme sono molto simili a quelle della Defy, ad eccezione del tubo obliquo che è considerevolmente più abbondante per ospitare la batteria (e che un po' si fa sentire quando c'è forte vento laterale). Anche i foderi della forcella sono più generosi, probabilmente per adattarsi al potenziale uso off-road e al peso più elevato.

La zona di sterzo presenta un profilo aerodinamico, che la rende anche aggressiva e piacevole dal punto di vista estetico. Nel complesso, a prima vista, soprattutto guardandola di profilo, non sembra affatto una bici elettrica.

Uno degli aspetti più interessanti è l’elevato livello di integrazione, non solo di motore e batteria. Il passaggio cavi semi-interno è molto pulito, gradevole esteticamente, ma permette di cambiare manubrio e attacco al bisogno con una certa facilità. Nota di merito anche per la luce posteriore integrata nella zona di serraggio sella, alimentata direttamente dalla batteria interna.

Il passaggio ruota massimo, come già anticipato, è 700x38 e questo rende la Defy E+ molto versatile.

- Componentistica utilizzata

La versione Elite 1 è montata con componenti di alta gamma, probabilmente non del tutto necessari su una e-road, che però contribuiscono ad appagare l’ego dell’utilizzatore e a contenere un po’ il peso.

La trasmissione è Sram Force AXS, con l’eccezione delle pedivelle Praxis in carbonio da 172,5 mm.

Le ruote in carbonio sono le Giant SLR 1 E+, con cerchio hookless e canale interno da 22 mm, completate dalle gomme Cadex Classic 700x32, che offrono sicurezza e comfort. La bici di per sé è già comoda e chi fa molti chilometri in pianura sopra i 25 km/h (limite di attivazione del motore) potrebbe optare anche per un 700x30.

Il resto della componentistica è sempre firmata Giant, con una nota di merito per il reggisella e il manubrio in carbonio, entrambi dotati della tecnologia D-Fuse che garantisce un ottimo assorbimento delle vibrazioni.

Chiudiamo questo capitolo con le specifiche relative al motore SyncDrive Move+ posizionato sul mozzo.
Ha 30 Nm di coppia, che in base a quanto dichiarato da Giant sono paragonabili ai 75 Nm di un motore a trazione centrale. Pesa 1,7 kg. È dotato di 5 livelli di assistenza.


Si può passare da un livello all’altro tramite il pulsante del Ride Control Go integrato nel tubo superiore (dallo stesso display è possibile anche controllare l’autonomia della batteria) oppure tramite i Blips, cioè i pulsanti remoti Sram, che sono forniti di serie e posizionati sotto la barra centrale della piega (foto in basso).
A mio avviso la possibilità di cambiare i livelli senza togliere le mani dal manubrio è sempre un grande valore aggiunto. Nella versione Elite 0, equipaggiata con il nuovo Red AXS, la stessa funzione può essere eseguita tramite i Bonus Button che si trovano sulla parte superiore dei comandi.

- Autonomia batteria

La batteria da 400 Wh, a mio avviso, è elemento distintivo di questa Giant Defy E+ Elite 1.
Si tratta di una delle più capienti tra le e-road, sacrifica qualcosa in termini di leggerezza, ma garantisce un boost importante in fatto di autonomia.

Sapete che l’autonomia della batteria è un valore difficile da definire in modo oggettivo, poiché dipende da molti fattori, tra cui percorso, peso del ciclista, livello di assistenza richiesto. 

Come sempre vi riporto la mia esperienza: sono 67 kg, ho pedalato quasi sempre sopra i 25 km/h in pianura e utilizzando prevalentemente i livelli 2 e 3, con qualche puntata sui livelli 4 e 5 (a volte necessari per compensare il peso sui tratti con pendenze a doppia cifra) ho percorso circa 2.500 mt di dislivello. Con un uso più morigerato avrei potuto arrivare quasi a 3.000 mt di dislivello. Siamo sui livelli migliori della categoria, come ci si poteva aspettare in virtù della batteria da 400 Wh. 

È chiaro che se siete più pesanti o in pianura non sempre superate i 25 km/h (attivando il motore), l’autonomia risulterà inferiore.

In ogni caso, per chi lo desidera, c’è anche la possibilità di aggiungere un range extender da 200 Wh, secondo me utile soprattutto in ambito gravel.

- Interfaccia App e personalizzazioni

Il sistema di assistenza della Giant Defy E+ può essere gestito e personalizzato tramite l’App RideControl. Da qui è possibile controllare le informazioni della bici, lo stato della batteria, la presenza di aggiornamenti, ma soprattutto è possibile personalizzare le modalità di erogazione dei vari livelli di assistenza, ottenendo una spinta più naturale o più potente in base alle proprie esigenze.

La bici è dotata di connettività Ant+ e può essere collegata con la maggior parte dei ciclocomputer di ultima generazione in commercio, visualizzando direttamente sul display le informazioni su livello di assistenza e autonomia della batteria.

- Peso bici

La Defy E+ Elite 1 in taglia M/L, senza pedali e portaborraccia, ha un peso rilevato di 13,2 kg. 
Considerando prezzo e componentistica non è il punto di forza di questa bici…

- Prezzo

Il prezzo di questa versione è di 8.499 euro. In linea con i competitor, ma non particolarmente brillante per rapporto qualità/prezzo, al contrario di come Giant ci ha abituato su altri modelli in gamma. 

- Garanzia

A partire da agosto 2022 i telai Giant sono garantiti a vita per il primo proprietario, a patto di registrarlo sul sito Giant entro 90 giorni dall’acquisto. La forcella è garantita per 10 anni; motore, batteria e altre componenti elettroniche prodotte da Giant per 2 anni.

2 – Pedalata ed erogazione di potenza in salita

I 30 Nm descritti da Giant sono più che sufficienti per un uso road e gravel leggero, anche perché l’obiettivo di questa bici non è pedalare in salita a 25 km/h, ma aiutare il ciclista ad affrontare le salite più ripide e ad allungare le uscite, senza tornare distrutti. 

L’aspetto più interessante del motore Giant è costituito dalla tecnologia Smart Assist che, grazie a sensori "intelligenti" che misurano potenza applicata ai pedali, coppia e cadenza, garantisce un’erogazione naturale e proporzionale alla potenza espressa dal ciclista. In estrema sintesi, a prescindere dal livello di assistenza, più sarà la potenza che il ciclista imprime sui pedali, più sarà la potenza erogata dal motore. Una soluzione che strizza l’occhio alla fluidità di pedalata ed evita “l’effetto motorino”, che a noi proprio non piace.

La risposta del motore è ottimizzata per un range di pedalata compreso tra le 70 e le 90 pedalate, dunque sulle salite più ripide per sfruttare al massimo la Defy E+ bisogna saper usare il cambio, esattamente come accade con una bici “tradizionale”.

Sui tratti più ripidi, per compensare il peso, soprattutto se non siete leggeri e non volete faticare in modo esagerato, può essere necessario utilizzare i livelli di assistenza più spinti, anche se molto dipende dal modo in cui li impostate tramite l’App.

In termini di rumorosità si colloca a metà strada tra i vari motori presenti sul mercato.

3 – Comportamento in discesa

Come per altre bici con motore sul mozzo, all’inizio ho faticato un po’ a trovare la giusta confidenza, in virtù della diversa distribuzione dei pesi, concentrati soprattutto sulla parte posteriore.

L’impressione è che si faccia più fatica del solito a chiudere le curve ed è necessaria qualche uscita per trovare lo stile di guida adeguato. La soluzione è quella di caricare un po’ più l’avantreno ed essere più decisi in inserimento rispetto ad una bici muscolare, anche perché le gomme tubeless da 32 mm permettono tanto.

4 – Comportamento in pianura

Il motore stacca intorno ai 26-27 km/h, dunque leggermente oltre i 25 km/h, e questo aiuta nelle fasi di accelerazione o decelerazione. La fase di stacco è un po’ secca, ma questo non è un grande problema.

A motore spento, invece, la pedalata è fluida e se c’è un leggero trascinamento è veramente difficile da percepire. Insomma, a ruota dei vostri amici con bici tradizionali si può viaggiare oltre i 30 km/h senza particolari problemi. Un minimo di difficoltà, invece, ci può essere quando si affrontano tratti vallonati ad alta velocità oppure quando si vuole accelerare in modo piuttosto repentino (oltre i 25 km/h, quindi a motore spento), perché in queste situazioni il peso della bici si sente e richiede uno sforzo extra. Ma è ovvio che non si tratta di un mezzo da gara e non è fatto per queste cose…

Ottimo il comfort, anche sulle lunghe distanze o sui tratti sconnessi, a patto di trovare la giusta pressione.

Giant Defy E+ Elite 1: in conclusione

La Giant Defy E+ Elite 1 è una bici dall’estetica accattivante, molto ben integrata e che brilla per versatilità e autonomia della batteria. È ideale non tanto per chi cerca un picco di potenza massima (che su strada serve a poco), ma per chi vuole una pedalata naturale e fluida per affrontare uscite lunghe e con tanto dislivello. Grazie alla facilità di pedalata in pianura offre la possibilità di uscire insieme al gruppo di amici più allenati, rimanendo a ruota nei tratti più veloci e sfruttando il motore in salita.

Il peso non è tra i più contenuti della categoria, ma è il prezzo da pagare per avere un’autonomia superiore e una bici potenzialmente utilizzabile anche in off-road. La scelta, come spesso accade, dipende dalle priorità di ogni ciclista...

Perché comprarla

  • - Autonomia della batteria da 400 Wh
  • - Integrazione e cura dei dettagli del telaio
  • - Comandi Sram Blips posizionati sotto il manubrio da cui gestire i livelli di assistenza.

Perché non comprarla

  • - Il peso non è tra i più contenuti della categoria
  • - Rapporto qualità/prezzo in linea con i competitor, ma Giant su altri modelli ci ha abituato meglio…

Per maggiori informazioni: giant-bicycles.com/it

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Sull'autore
Nicola Checcarelli

Passione infinita per la bici da strada. Il nostro claim rappresenta perfettamente il mio amore per le due ruote e, in particolare, per la bici da corsa. Ho iniziato a pedalare da bambino e non ho più smesso. Ho avuto la fortuna di fare della bici il mio lavoro, ricoprendo vari ruoli in testate di settore, in Regione Umbria per la promozione del turismo in bici, in negozi specializzati. Con BiciDaStrada.it voglio trasmettervi tutta la mia passione per le due ruote.

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