
TEST – Giro Eclipse Pro Spherical: il casco che fa risparmiare 5 watt a Vingegaard funziona davvero?
Giovanni Bettini

TEST – Giro Eclipse Pro Spherical: il casco che fa risparmiare 5 watt a Vingegaard funziona davvero?
Giovanni Bettini
Chi si ricorda il Giro Air Attack usato da Alexander Kristoff ai tempi del Team Katusha? Un guscio chiuso, quasi privo di sfoghi che inaugurava l'era dei caschi aerodinamici da strada tra lo scetticismo generale. Da allora sono passati più di dieci anni. Ora il casco Giro Eclipse Pro Spherical, presentato a febbraio, ha tutta l'intenzione di sovvertire la spietata equazione del passato.


Il vantaggio aerodinamico non sacrifica la dissipazione del calore e la ventilazione. L'estremismo pionieristico ha lasciato spazio a un'evoluzione che cancella i compromessi del passato.
Il Giro Eclipse Pro Spherical da più di un anno è la prima scelta dei corridori del Team Visma | Lease a Bike, incluso Jonas Vingegaard (foto sotto). Un casco da "serie A", quindi, che nasconde nella sua struttura innovativa qualcosa che non mi ha convinto fino in fondo.
Al netto di quella soggettività che è elemento imprescindibile di ogni test.

Dettagli tecnici
- Materiali utilizzati
Le materie prime di partenza sono quelle tradizionali: EPS (Polistirene Espanso Sinterizzato) e policarbonato uniti attraverso la classica tecnologia di stampaggio In-Mould. La declinazione però è ben diversa rispetto alla concorrenza.
Il Giro Eclipse Pro Spherical propone, infatti, due calotte.

Lo strato interno ha una densità minore (più morbido) per attutire gli impatti a bassa velocità, mentre quello esterno è più denso e compatto per gestire gli urti violenti ad alta velocità. Si tratta dei parametri costruttivi stabiliti dal brevetto Giro Progressive Layering.
Le due calotte, a loro volta, non sono incollate, ma unite attraverso quattro elastomeri gialli (vedi dettaglio sotto).
Due nella zona frontale, due nella zona posteriore all'altezza della nuca.

In questo modo la calotta interna avvolge il cranio mentre la calotta esterna ruota e scivola in modo indipendente rispetto a quella interna fino ad un massimo di 15 millimetri.
Emerge così un vero e proprio sistema flottante dedicato all'assorbimento degli urti che Giro ha sviluppato in collaborazione con Mips.

Da questa sinergia nasce la tecnologia Spherical.
Non si tratta di un novità assoluta per il marchio statunitense parte del gruppo Revelyst (Bell, Camelbak, Fox, etc.), al tempo stesso questa costruzione esclusiva permette al casco di distinguersi rispetto alla massa.


L'arco di rinforzo strutturale Aura II in materiale plastico "spalmato" nella calotta esterna intende mantenere l'integrità del casco in caso di impatti multipli.
Questa soluzione, al tempo stesso, permette l'apertura di 15 prese d'aria senza compromettere la fluidità di rotazione del sistema Spherical.

A completare il pacchetto materiali troviamo l'imbottitura che impiega il tessuto brevettato Ionic+ prodotto dall'azienda statunitense Noble Biomaterials, realtà leader mondiale nello sviluppo di tecnologie avanzate per la protezione batterica e la conducibilità dei materiali.


La trama incorpora filamenti d'argento puro al 99,9%. Gli effetti sono molteplici.
- - Azione antimicrobica e antiodore: l'umidità del sudore attiva il rilascio di ioni d'argento carichi positivamente. Questi ioni attaccano la struttura cellulare dei batteri che si formano con il sudore, impedendo di moltiplicarsi. Meno batteri significa meno cattivi odori, anche dopo uscite lunghe ed estive.
- - Gestione del calore: l'argento è un eccellente conduttore termico e aiuta a distribuire e dissipare il calore della testa lavorando in sinergia con i canali di ventilazione del casco.
- - Effetto antistatico: l'argento riduce l'elettricità statica, un piccolo dettaglio che evita fastidi a chi ha i capelli lunghi.
- - Igiene permanente: a differenza dei trattamenti chimici superficiali che svaniscono dopo pochi lavaggi, l'argento del tessuto Ionic+ è integrato nella fibra stessa. Questo significa che l'effetto antimicrobico resta attivo per tutta la vita utile del casco.
L'imbottitura frontale integra poi un'anima in silicone DryCore che intende accompagnare il sudore verso i lati evitando il fastidioso effetto grondaia sulla lente degli occhiali.

- Regolazioni consentite
Il "cervello della calzata" è costituito dall'anello Roc Loc 5.5 Air dotato di tre posizioni per la regolazione verticale.

Rispetto al Roc Loc 5.5, la versione Air in fase di chiusura tende a "risucchiare" il casco sul cranio. In questo modo la superficie superiore della testa rimane leggermente staccata dalla struttura consentendo il passaggio del flusso d'aria.
La rotella micrometrica gommata apre e chiude il sistema in maniera rapida anche con una sola mano.
Il cinturino nero in materiale sintetico è intrecciato a snodi sotto orecchio regolabili e ad una classica fibbia a scatto.

- Omologazione
Il casco risponde ai requisiti di sicurezza prescritti dalla normativa europea CE EN 1078:2012 + A1:2012 che prescrive gli standard di sicurezza dei "caschi per ciclisti e per utilizzatori di skateboard e pattini a rotelle".

- Peso
Peso dichiarato: 280 gr
Peso rilevato: 281 gr
In linea con le quote dei marchi concorrenti attivi a livello World Tour al netto di una struttura più complessa.

- Prezzo
329,99 euro.
Siamo di fronte ad un casco d'alta gamma in tutti i sensi che costa qualche decina di euro in più rispetto ad alcune proposte di pari livello dotate di sistema di protezione Mips.
Al tempo stesso il mancato impiego della fibra di carbonio "tiene sul mercato" il Giro Eclipse Pro Spherical con circa 70/80 euro in meno rispetto ad alcuni marchi che impiegano il composito.

Prestazioni
- Comfort della calzata
Il primo approccio è... particolare.
Il casco adotta un volume maggiore rispetto ad altre soluzioni aero e tende a vestire di più la testa del ciclista al punto da sembrare più grande rispetto all'intervallo taglia in centimetri.
Durante la prima prova, infatti, ho notato che il casco sfiorava la parte superiore del lobo dell'orecchio salvo poi guadagnare un minimo di luce andando a stringere l'anello (proprio per via dell'effetto risucchio del sistema Roc Loc 5.5 Air).

- Ventilazione
Aspirazione ed estrazione del flusso sono ben progettati nonostante le prese d'aria ridotte rispetto ai modelli ventilati.
Durante il test ho percorso una delle mie salite di riferimento (9,5 km al 7,6%) con temperatura di partenza di 33°C rilevata dal Garmin Edge 840 Solar.

Una condizione che configura, a mio avviso, uno spartiacque per l'impiego di questo casco. La ventilazione è efficace, ma il fatto di avere un casco più voluminoso alle basse velocità non aiuta.
Inoltre, la calotta esterna tende ad accumulare più calore nell'area posteriore con la temperatura che nelle restanti porzioni è complessivamente nella norma.

- Estensione della copertura
Come già anticipato tende a vestire di più la testa.
Di conseguenza il frontalino è molto vicino all'arco della montatura degli occhiali (Bliz P001 il modello usato in questo test, marchio parte dello stesso gruppo di Oakley). I terminali delle aste proprio per via di un assetto ribassato e avvolgente potrebbero interferire con l'anello interno al punto da richiedere qualche ulteriore aggiustamento.

- Calzata: quale taglia scegliere?
È un aspetto sul quale mi sono confrontato con i tecnici Giro.
Il primo approccio aveva restituito l'impressione di avere fra le mani un casco troppo grande. Dopo aver provato una taglia in meno (S, 51-55 cm) mi sono dovuto ricredere confermando la tg M (55-59 cm).

Non lasciatevi ingannare quindi dalla prima impressione e valutate con attenzione.
Il fatto di essere a cavallo tra le due taglie non aiuta. Curiosità: le impressioni da me riscontrate sono le stesse rilevate da Jonas Vingegaard. Anche il danese ha optato per la tg M.

In conclusione...
La costruzione esclusiva e sofisticata dà vita a forme che descrivono un casco unico sul mercato che promette un risparmio di 5,2 watt a 50 km/h rispetto al modello Vanquish, il casco aero di Giro dotato di visiera, misurato su nove angoli di incidenza del vento.
La resa aerodinamica del Giro Eclipse Pro Spherical è difficile da misurare su strada anche se durante la pedalata il casco sembra "più silenzioso" quando ci si mette in posizione aero.

Giro, come sempre, tende a distinguersi dalla massa.
Il casco utilizzato dal Team Visma | Lease a Bike è molto interessante anche se in piena estate ad alte temperature e basse velocità potrebbe mostrare qualche limite. In particolare durante le salite lunghe.
Il vero limite non è tanto la ventilazione quanto piuttosto una struttura che in virtù del suo accento aero tende ad avvolgere la testa del ciclista quasi a voler formare una vera e propria carenatura.

Per maggiori informazioni: it.giro.com
QUI tutti i nostri test e gli approfondimenti sui caschi.
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Sull'autore
Giovanni Bettini
"I poveri sono matti" diceva Zavattini. Anche i ciclisti oserei dire. Sono diventato "pazzo" guardando Marco Pantani al Tour de France 1997 anche se a dire il vero qualcosa dentro si era già mosso con la mitica tappa di Chiappucci al Sestriere. Prima le gare poi le esperienze in alcune aziende del settore e le collaborazioni con le testate specializzate. La bici da strada è passione. E attenzione: passione deriva dal greco pathos, sofferenza e grande emozione.




