

Correre le tappe del Tour al mattino per evitare il grande caldo?
Fino a qualche giorno fa sembrava un’idea folle, mentre ora è una delle opzioni sul tavolo della discussione per il 2027, non solo per quanto riguarda il Tour, ma tutte le gare estive a rischio di caldo estremo.

Dopo la Malemort-Ussel di domenica 12 luglio, accorciata di 30 km a causa del grande caldo, il CPA (Associazione internazionale dei ciclisti professionisti) ha pubblicato un comunicato relativo alle condizioni meteo estreme. Tra le altre cose, si legge “Di fronte alla crescente frequenza delle ondate di calore estremo, il CPA ribadisce che gli orari di partenza delle corse estive devono evolversi per proteggere la salute degli atleti”.
Più nello specifico, Staf Scheirlinckx, uno dei rappresentati del CPA, ha dichiarato a Wielerflits: “Questa proposta non è più da escludere. Ne stiamo parlando per il prossimo anno, perché per questa edizione è logisticamente quasi impossibile. Spostare le tappe al mattino è un modo per ridurre l'esposizione dei corridori alle temperature più elevate. Una partenza anticipata sarebbe d'aiuto: le temperature mattutine, intorno ai 20-30 gradi, possono salire rapidamente fino a 40 gradi e oltre nel corso della giornata, soprattutto nelle regioni notoriamente soggette a caldo intenso”.
Qui sotto trovate il comunicato integrale del CPA:
Il clima non è più quello di una volta (e c’è più attenzione alla salute dei corridori)
Per gli appassionati di ciclismo di lungo corso spostare gli orari di arrivo di un Grande Giro può sembrare un’eresia e già immaginiamo i commenti polemici sui social.
Chi osserva da “fuori”, al contrario, si chiede proprio perché far svolgere le gare nelle ore più calde della giornata andando contro ogni logica di buon senso.
Partire al mattino significherebbe arrivare comunque nelle ore più calde della giornata, ma permetterebbe ai corridori di affrontare una buona parte della tappa con temperature più umane.

È vero, è sempre stato così, ma è altrettanto vero che il clima sta cambiando e che le ondate di calore sono sempre più violente ed estreme. Inoltre, come è giusto che sia, negli ultimi anni c’è più attenzione verso la salute dei corridori, che non possono essere trattati come carne da macello in nome dello spettacolo.
Anzi, come giustamente riportato nella comunicazione del CPA, “i corridori restano pienamente determinati a offrire il miglior spettacolo possibile, ma ciò deve andare di pari passo con un adattamento alle realtà climatiche alle quali il ciclismo è ormai confrontato”.

Tappe del Tour al mattino: rivoluzionare logistica e palinsesti
Cambiare l’orario di partenza e arrivo non è una questione banale, soprattutto quando parliamo di un evento planetario come il Tour.
Per prima cosa c’è da ripensare l’intera logistica, con sveglie all’alba e routine giornaliera rivoluzionata per corridori e addetti ai lavori. Allo stesso tempo, però, nel pomeriggio ci sarebbe molto più tempo per fare tutto: raggiungere gli alberghi, recuperare e riposare per i corridori, sistemare materiali e mezzi per i meccanici e i tecnici dei team, svolgere il proprio lavoro per gli addetti ai lavori dei vari settori.
Sarebbe davvero peggio di adesso? Forse vale almeno la pena ragionarci.

Un altro aspetto chiave riguarda le dirette TV, i palinsesti televisivi e i relativi accordi commerciali e di sponsorizzazione. Tutto andrebbe ripensato, ma anche in questo caso siamo sicuri che il cambiamento non sarebbe migliorativo.
Con gli attuali orari di lavoro per gli appassionati è difficile seguire una tappa del Tour (o una qualsiasi corsa) con arrivo tra le 16 e le 18. Immaginare un arrivo in pausa pranzo non potrebbe coinvolgere un pubblico maggiore?
E, in ogni caso, con lo streaming e le trasmissioni on-demand, l’orario è davvero un problema? Quanti oggi guardano la tappa in diretta e quanti la rivedono in serata?
La questione è complessa, ma non impossibile da attuare e i corridori sembrano decisi a far valere la loro posizione.
Voi da che parte state?
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Sull'autore
Nicola Checcarelli
Passione infinita per la bici da strada. Il nostro claim rappresenta perfettamente il mio amore per le due ruote e, in particolare, per la bici da corsa. Ho iniziato a pedalare da bambino e non ho più smesso. Ho avuto la fortuna di fare della bici il mio lavoro, ricoprendo vari ruoli in testate di settore, in Regione Umbria per la promozione del turismo in bici, in negozi specializzati. Con BiciDaStrada.it voglio trasmettervi tutta la mia passione per le due ruote.




