

All'alba del nuovo millennio la bici da strada veniva sviluppata attorno a standard piuttosto consolidati. Pneumatici da 23 mm, cerchi con canale interno da 15 mm, cassetta 11-21 (con l'11-25 eri quasi un amatore) e "padellone" da 53 denti associato ad un ingranaggio "da salita" 39T. Guai a rompere lo schema! Uscire dal seminato, provare qualcosa di nuovo (ad esempio i tubolari da 25 mm) equivaleva a un'eresia. La storia delle guarniture FSA è legata a un atto di coraggio che ci riporta al Tour de France 2003.


Tutta colpa di Tyler Hamilton
Vi ricordare il team CSC di Bjarne Riis?
Prima ancora dell'arrivo di Ivan Basso la stella era lo statunitense Tyler Hamilton (foto sotto) che nel 2002 aveva tagliato il cordone ombelicale che lo legava al team US Postal Service e ancor di più al cerchio magico di Lance Armstrong.

Al netto delle vicende di doping, Hamilton rimane il primo attore di un'importante rivoluzione tecnica.
«Al Tour de France del Centenario (2003 n.d.r.) - racconta Claudio Marra, Global Vice President FSA e Vision (foto sotto) - Tyler cade rovinosamente durante la prima tappa a pochi metri dal traguardo di Meaux e si rompe la clavicola destra come l'anno prima al Giro. Stringe i denti (gli stessi digrignati durante la Corsa Rosa al punto da consumare le cuspidi, n.d.r.) e rimane in gara».


«All'epoca - continua Marra - collaboravamo con il team CSC fornendo loro le guarniture tra cui la Carbon Pro Team Issue: la prima guarnitura strada FSA. Pedivella in fibra di carbonio, girobulloni da 130 mm, ingranaggi 53-39. Tutto prodotto internamente grazie all'esperienza maturata nella produzione di componenti per BMX e Mtb. La Team Issue venne utilizzata per la prima volta al Tour 2001».

Pedivella in fibra di carbonio che ai tempi già da sola bastava per catturare l'attenzione visto che era una vera rarità.
A livello tecnico erano tre i punti chiave:
- - peso ridotto (80 gr in meno ca. rispetto alla guarnitura in alluminio Campagnolo Record e alla guarnitura Shimano Dura-Ace 7900);
- - maggior rigidezza;
- - capacità di rendere più aggressiva l'estetica dell'intera bicicletta.
Ma torniamo su Hamilton...

«Alla vigilia della tappa con arrivo sull'Alpe d'Huez - prosegue Marra - mi chiama Riis per sapere se le guarniture compact viste ad inizio stagione sono disponibili. Rispondo di sì così mi metto in macchina e guido tutta la notte per raggiungere l'albergo della squadra in Francia. Al mattino i meccanici montano sulla bici di Hamilton la guarnitura FSA Carbon Pro Elite Compact 52-36 da 510 gr con girobulloni da 110 mm».


«Hamilton arriva 7° sull'Alpe d'Huez poi vince in solitaria a Bayonne. Chiude 4° a Parigi dopo aver percorso oltre 3.000 chilometri con una clavicola rotta senza la possibilità di alzarsi sui pedali. Il nodo da sciogliere era proprio questo».
«I rapporti corti aiutarono Tyler a mantenere una cadenza più elevata e costante in particolar modo in salita visto che doveva pedalare quasi sempre seduto per evitare pressioni sulla spalla. Questa prestazione incredibile ha contribuito a rendere popolari le guarniture FSA dotate di ingranaggi ridotti. Oggi utilizzare una compact o una semi-compact è una cosa normale. Il 53-39 è praticamente sparito».

A livello commerciale FSA trova davanti a sé una prateria grazie anche al 50-34 proposto a catalogo assieme al 52-36.
«Sia Campagnolo che Shimano - continua Marra - erano scettici sullo sviluppo guarniture con una differenza superiore ai 14 denti tra i due ingranaggi. FSA ha azzardato, ha sconfessato un paradigma. All'epoca se volevi usare una compact o una semi-compact dovevi usare FSA».

Quindi: è stata FSA a inventare la compact?
«Il primato è difficile da assegnare - precisa Marra -. Ricordo qualche tentativo di Cannondale risalente a metà anni '90 e la visione di Fausto Pinarello "ingranaggi più piccoli aumentano la cadenza e permettono di gestire meglio la forza". Aveva ragione. Non a caso Pinarello fu uno dei primi marchi a richiedere in regime di OEM le guarniture FSA compact. L'Azienda non ha inventato lo standard, ma senza dubbio l'ha reso celebre in tutto il mondo».

Gli ingranaggi "strani" e il perno ISIS
La rivoluzione dei rapporti a questo punto è lanciata.

FSA oltre alle guarniture arriva a produrre anche ingranaggi particolari insinuandosi nel vuoto della concorrenza.
Arriva così il 38T (foto sotto) che viene associato facilmente al classico 53T per via del girobulloni da 130 mm.
Una soluzione che si rifà alla regola "un dente in meno davanti equivale a tre denti in più dietro".
In termini pratici il 38T dà la possibilità di utilizzare una cassetta a scala ridotta con riflessi inevitabili sul peso oltre ad aumentare le rotazioni per minuto a parità di pacco pignoni.

E anche in questo caso di mezzo c'è sempre il Tour de France.
Nel 2006 Frank Schlek (foto sotto) vince la tappa con arrivo sull'Alpe d'Huez battendo il nostro Damiano Cunego. Il lussemburghese utilizza una guarnitura FSA SL-K Carbon 53-38 con asse in acciaio integrato (la prima con questo standard) e perno a stella ISIS Drive.
Il 38T di lì a poco viene scelto anche da Fabian Cancellara per le Classiche del Nord, spesso abbinato a un 54T, anche su guarniture non FSA.

Asse integrato e perno ISIS caratterizzano le guarniture FSA fino al 2009 quando arriva la prima K-Force Light: pedivella cava in fibra di carbonio, cuscinetti oversize (BB30), asse in titanio o in alluminio da 30 mm che muove da un accordo con Cannondale, realtà che detiene il brevetto di quest'ultima specifica.

L'accordo tra le parti rende ancora più fitta la collaborazione tra le parti.
Oggi il legame è strettissimo: dove c'è Cannondale ci sono FSA e Vision. Marchio, quest'ultimo, acquisito da FSA nel 2003.

Guarniture FSA: la storia recente
FSA conquista nuovamente la ribalta al termine dell'estate 2016 quando viene annunciata la collaborazione con l'azienda tedesca power2max specializzata in misuratori di potenza montati su spider.
FSA presenta due guarniture Powerbox, una in carbonio e una in alluminio. Il prezzo è aggressivo: la versione in lega costa 649 euro, la guarnitura in carbonio 1.249 euro.

Nel 2021 entra in gamma la guarnitura K-Force Team Edition.
Gli ingranaggi ricavati da un unico pezzo restituiscono una struttura a ragnatela montata direttamente sulla pedivella cava.
Design e peso ancora una volta catturano l'attenzione: 565 gr per la versione 50-34, 120 gr in meno rispetto alla pari soluzione Shimano.

A ciò si aggiunge il fatto che alcuni profili di primo piano del team EF proprio in virtù del peso ridotto utilizzano in gara la versione standard priva di misuratore di potenza (Powerbox K-Force Team Edition, 690 gr, rif. 53-39).

E ancora una volta è il Tour de France a chiudere il cerchio.
Ben Healy (EF Education-EasyPost) conquista da uomo solo al comando la 6° tappa e veste la Maglia Gialla al termine della decima frazione con arrivo a Le Mont-Dore Puy de Sancy.
Durante il giorno di riposo i meccanici preparano per l'irlandese una SuperSix Evo Lab71 completamente gialla. Al centro la guarnitura Powerbox K-Force Team Edition 54-40 con pedivelle da 167.5 mm...


Per maggiori informazioni sulle guarniture FSA: shop.fullspeedahead.com/it
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Per quanto riguarda le ruote le Metron RS sono l'ultima novità targata Vision, marchio parte dell'universo FSA. Click qui sotto per saperne di più.
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Sull'autore
Giovanni Bettini
"I poveri sono matti" diceva Zavattini. Anche i ciclisti oserei dire. Sono diventato "pazzo" guardando Marco Pantani al Tour de France 1997 anche se a dire il vero qualcosa dentro si era già mosso con la mitica tappa di Chiappucci al Sestriere. Prima le gare poi le esperienze in alcune aziende del settore e le collaborazioni con le testate specializzate. La bici da strada è passione. E attenzione: passione deriva dal greco pathos, sofferenza e grande emozione.





