

Bjorn chi? Scorrendo l'ordine d'arrivo della 3° tappa dell'AlUla Tour 2026 verrebbe da dire che la domanda è lecita. Eppure Bjorn Koerdt, 21 anni da Leeds (Regno Unito), ha saputo catturare l'attenzione dei tecnici del Team Picnic PostNL al punto da diventare... "professionista senza watt".


2025: il debutto tra i grandi
Lo scorso anno Bjorn in 81 giorni di corsa ha messo nel paniere la Strade Bianche (77°), la Milano-Sanremo (90°), la Freccia Vallone (64°) e Il Lombardia (91°) più un grande giro: la Vuelta, conclusa al 92esimo posto della generale con un piazzamento nei dieci in occasione dell 3° tappa (9°) tra Egan Bernal e Jai Hindley, non proprio dei "signor nessuno".
Un risultato degno di nota messo a segno, non per puro caso, nella seconda parte di stagione. Esperienza, mestiere, capacità di gestirsi: tutte qualità che un giovane può affinare in fretta, ma c'è di più.

Professionista senza watt: i primi test nel 2024
Percorrendo a ritroso la storia di Bjorn troviamo la squadra dilettantistica francese CC Étupes nel suo curriculum sportivo.
Un team di buon livello che ha dato la possibilità al britannico di farsi vedere a livello internazionale e di crescere prima di tutto come uomo, oltre che come atleta per via di quel: «Vivere lontano da casa e tutto ciò che ne consegue», che forgia inevitabilmente le competenze di vita o life skills.

Ad agosto l'esperto dei dati Sjors Groot e Steve Benton (foto sotto), coordinatore dello staff tecnico del Team Picnic PostNL, portano Bjorn all'Arctic Race of Norway, gara a tappe di buon livello. Corre come stagista.
Non proprio una scommessa, ma quasi...


Il salto con due attività su Training Peaks
«Il caso di Bjorn era intrigante - ha spiegato Groot - perché aveva solo due file caricati in piattaforma. Motivo? Non usava il misuratore di potenza, quindi non potevamo tracciare il suo comportamento in allenamento o in condizioni di affaticamento».
«Tuttavia, una delle due attività includeva alcuni test ed è qui che siamo rimasti impressionati dalle sue qualità. Avevamo di fronte un grande potenziale inespresso e notevoli margini di miglioramento. Da agosto 2024 abbiamo iniziato ad approfondire».

Professionista senza watt: il metodo Picnic
Cosa ha portato il Team Picnic PostNL ad operare questa scelta?
«Innanzitutto, come punto di partenza consideriamo come l'atleta si è allenato in passato e la sua storia agonistica - ha precisato Steve Benton -. In secondo luogo nelle prime sei settimane/due raccogliamo i riscontri del ciclista in merito alla scala di percezione dello sforzo (Rate of Perceived Exertion, RPE, n.d.r.)».
«Siamo attenti ai dati e ai dettagli, ma un corridore non dovrebbe mai perdere "la sensazione". Anzi, dovrebbe affinare questa percezione riferendola a sua volta ai preparatori».

Sgrezzato il metodo in casa Picnic hanno cominciato a far sul serio...
«Sensazioni alla mano abbiamo iniziato ad usare il misuratore per legare le sensazioni di Bjorn a delle precise intensità rilevate grazie al misuratore e alla frequenza cardiaca. La base dati decennale su cui può contare la squadra ha contribuito a definire un punto di equilibrio in merito all'applicazione dei carichi di lavoro».
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: Bjorn, il ragazzo diventato professionista senza watt, è 4° in classifica generale all'AlUla Tour e rientra di diritto tra le possibili rivelazioni di questa stagione.

Il ragazzo dello Yorkshire che parla tre lingue e si definisce aperto, loquace e motivato, con i suoi risultati potrebbe addirittura salvare il suo team che non naviga in buone acque dal punto di vista economico. Un'incertezza che pesa sulla licenza, che sarà oggetto di revisione da parte dell'UCI a fine 2026.
Nel frattempo tenete d'occhio questo ragazzo dal cognome scandinavo, che parla tre lingue per via delle origini del padre (per metà svedese e per metà tedesco). Salito in bici a quattro anni dopo aver praticato calcio, corsa, corsa campestre, boxe e rugby, Bjorn ha il futuro in mano.

Per maggiori informazioni: teampicnicpostnl.com
Foto in apertura: Cor Vos
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Sull'autore
Giovanni Bettini
"I poveri sono matti" diceva Zavattini. Anche i ciclisti oserei dire. Sono diventato "pazzo" guardando Marco Pantani al Tour de France 1997 anche se a dire il vero qualcosa dentro si era già mosso con la mitica tappa di Chiappucci al Sestriere. Prima le gare poi le esperienze in alcune aziende del settore e le collaborazioni con le testate specializzate. La bici da strada è passione. E attenzione: passione deriva dal greco pathos, sofferenza e grande emozione.




