
Pogačar sull'Alpe d'Huez: apre il mare di folla e si prende il record di Pantani
Giovanni Bettini

Pogačar sull'Alpe d'Huez: apre il mare di folla e si prende il record di Pantani
Giovanni Bettini
La 19ª tappa del Tour de France 2026 è nella storia del ciclismo. Il record di Pantani che sembrava immortale è caduto dopo 31 anni. Pogačar sull'Alpe d'Huez, incanta, dispensa emozioni e mette a segno il record di scalata. L'ennesimo, ancora una volta.

Il Campione del Mondo sloveno in Maglia Gialla, dominatore assoluto di questa edizione della Grande Boucle, ha divorato i suoi avversari uno ad uno.
Gli ultimi a cedere sono stati uno splendido Richard Carapaz, vincitore ieri, e Lenny Martinez (foto sotto). Eroi di giornata, messaggeri tra la terra e l'Olimpo che con il loro coraggio elevano la caratura dell'impresa.

35:27'' il tempo di scalata di Pogačar sull'Alpe d'Huez.
13,8 km all'8,1% percorsi a 23,34 km/h di media al termine di una tappa di "soli" 127,9 km e 3.500 metri di dislivello (sotto l'altimetria).


1'13'' in meno di Pantani che nel 1995 impiegò 36:40” dopo aver affrontato il Col de la Madeleine e il Col de la Croix de Fer in occasione della 10ª tappa, la Aime la Plagne-Alpe d'Huez di 162, 5 km (sotto l'altimetria).
Cade un record, ma il mito del Pirata rimane.

Pogačar sull'Alpe d'Huez: i numeri pazzeschi dell'impresa
Pogačar ha attaccato a 12,8 km dall'arrivo ed è salito in progressione senza strappi ad eccezione degli ultimi 2.000 metri dove ha dovuto forzare la mano con un paio di scatti per togliersi di ruota Carapaz e Martinez.
Per un breve tratto di qualche centinaia di metri Pogi ha potuto contare sulla scia del compagno Adam Yates. Al netto di questo "aiuto" lo sloveno ha affrontato la salita di petto, o meglio, con il vento in faccia.

Il dato relativo alla Velocità Ascensionale Media (VAM) è stellare: 1.902 m/h.
Numeri quasi sovrapponibili alla prestazione fatta registrare sul tratto finale del Tourmalet (1.918 m/h) in occasione della 6ª tappa. Il tutto ora assume un peso specifico maggiore visto che siamo a conclusione della terza settimana di gara.

Con una VAM di 1.902 m/h, un tempo di 35'27", un peso corporeo stimato intorno ai 65-66 kg e una massa mobile (sistema bici+ciclista) di circa 73 kg emerge una potenza stabilmente sopra i 430 watt. Tra i 440 watt e i 450 watt per essere più precisi.
Risultato: Pogačar sull'Alpe d'Huez è salito tra i 6,8 e i 7 W/kg.
Numeri che proiettano questa prestazione tra le più estreme della storia del ciclismo moderno.

QUI le classifiche generali e di tappa.
QUI tutte le nostre analisi dati.
Foto in apertura: A.S.O.
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Sull'autore
Giovanni Bettini
"I poveri sono matti" diceva Zavattini. Anche i ciclisti oserei dire. Sono diventato "pazzo" guardando Marco Pantani al Tour de France 1997 anche se a dire il vero qualcosa dentro si era già mosso con la mitica tappa di Chiappucci al Sestriere. Prima le gare poi le esperienze in alcune aziende del settore e le collaborazioni con le testate specializzate. La bici da strada è passione. E attenzione: passione deriva dal greco pathos, sofferenza e grande emozione.



