Perché nel gravel si usano gomme sempre più larghe? Ne abbiamo parlato con Mattia De Marchi (e Pirelli)

Nicola Checcarelli
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Perché nel gravel si usano gomme sempre più larghe? Ne abbiamo parlato con Mattia De Marchi (e Pirelli)

Nicola Checcarelli
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Perché nelle gare gravel, ma anche nelle uscite quotidiane, si usano gomme sempre più larghe?
Fino a qualche tempo fa le bici gravel erano montate con pneumatici da 38-40 mm. Poi si è passati gradualmente ai 45 mm, ora in gara lo standard sembra essere diventato il pneumatico da 50 mm, con alcuni atleti d'elite che a volte usano addirittura gomme da Mtb.

Perché nelle gare gravel, ma anche nelle uscite quotidiane, si usano gomme sempre più larghe?
Foto credit Chiara Redaschi

Le esigenze e le velocità dei Pro’ sono molto diverse rispetto a quelle dell’appassionato, ma la tendenza a usare gomme sempre più larghe ormai interessa tutti. Quali sono i vantaggi? Non si perde qualcosa in fatto di scorrevolezza e peso? Come devono cambiare le pressioni?

Abbiamo approfondito l’argomento con Pirelli e con Mattia De Marchi (The Grip Gravel Team, foto in basso), rientrato da pochi giorni dalla Unbound Gravel e tra i più forti professionisti del mondo gravel in Italia.

Perché nelle gare gravel, ma anche nelle uscite quotidiane, si usano gomme sempre più larghe?
Foto credit Chiara Redaschi

L’evoluzione delle misure

“Quando ho iniziato con le gare gravel - ci ha raccontato Mattia - sulla prima bici avevo gomme 700x40 che a quell’epoca sembravano già larghissime. Poi sono passato alle 45 e ora utilizzo quasi sempre pneumatici Pirelli 700x50 che, tra l’altro, sulle ruote Miche Graff Aero 48 con canale da 27 mm hanno una larghezza effettiva che arriva fino a 53 mm.

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Foto credit Chiara Redaschi

Gomme sempre più larghe? È una questione di guidabilità e comfort

La domanda che molti appassionati si pongono è perché usare gomme con sezioni ormai simili alla Mtb? Quali sono i vantaggi? Ma soprattutto, non ci sono aspetti negativi come maggiore peso e minore scorrevolezza?

“Nel gravel oggi si va sempre più veloci, soprattutto in discesa, e gomme con maggiore volume d’aria permettono di “galleggiare” sullo sconnesso, un po’ come si fa in Mtb, riuscendo a mantenere più alta la velocità”.
“Inoltre - ha continuato Mattia - c’è la variabile comfort, che in gare o allenamenti di lunga durata gioca un ruolo importante. Con bici sempre più aerodinamiche e rigide l’ammortizzazione è ormai affidata quasi esclusivamente al pneumatico. Una gomma con tanto volume d’aria fa diventare comoda anche una bici molto rigida e pensata per le competizioni”.

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Foto credit Chiara Redaschi

In fatto di scorrevolezza abbiamo chiesto qualche dato anche ai tecnici Pirelli.
La rolling resistance dipende dal tipo di fondo, ma adeguando la pressione di gonfiaggio alla sezione, dai test emerge che la gomma più stretta tende ad essere più scorrevole. La differenza tra una 700x40 e una 700x50, però, è molto contenuta e nel complesso nelle gare gravel gli atleti sono disposti a perdere qualcosa in scorrevolezza e leggerezza a vantaggio di trazione, comfort e sicurezza in discesa.

Pirelli, inoltre, ci ha parlato anche di un’altra variabile da non trascurare, cioè la tecnica di guida: le gomme con maggiore volume d’aria aiutano a “galleggiare” meglio sullo sconnesso.
Chi viene dal mondo della Mtb, in media, è più abituato a galleggiare rispetto a chi proviene dal mondo road e quindi potrebbe avere meno bisogno “dell’aiuto” di una gomma larga.

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Insomma, come sta accadendo su strada, l’evoluzione delle gomme va di pari passo con l’evoluzione di bici e ruote. Su bici da gara molto rigide la gomma da 50 mm è quasi una necessità.
Per l’appassionato che usa gravel “meno spinte” potrebbe ancora andare benissimo la gomma 700x45, mentre oggi è difficile immaginare il gravel con pneumatici di sezione inferiore, anche se molto dipende dai percorsi e dal proprio stile di guida.

Feeling di guida: conta più la pressione o il disegno del battistrada?

“La pressione è un aspetto molto delicato ed è difficile trovare quella ottimale, anche perché le gare partono di mattina presto e il delta di temperatura con la seconda parte di gara spesso è importante. La temperatura più alta può far salire la pressione fino a 0.1 bar (ne abbiamo parlato QUI, Ndr) e cambiare il grip.

Io peso 65 kg e con una gomma 700x50 di solito uso pressioni tra 1.3 e 1.4 bar, che sono addirittura più alte rispetto a quelle consigliate da Pirelli. Con queste pressioni, soprattutto su percorsi duri e sassosi, può essere consigliabile utilizzare gli inserti per ridurre il rischio di pizzicature e preservare il cerchio.

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In merito al disegno del battistrada, la scelta cambia in base al terreno. Pirelli, il nostro fornitore di pneumatici, offre diverse tipologie per terreni misti o molto veloci. L’importante in ogni caso è avere feeling con il pneumatico, perché ormai le velocità in curva e in discesa sono molto elevate. Per questo non sempre uso il pneumatico più veloce, ma quello che mi da più sicurezza.

Su fondi tipicamente gravel, compatti ma con brecciolino, probabilmente contano più volume e pressione rispetto al disegno del battistrada. Su fondi più lenti e mossi, il disegno incide molto sul grip e sul feeling di guida”.

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Foto credit Chiara Redaschi

Con sezioni sempre più larghe cambia anche la struttura del pneumatico…

I benefici delle gomme sempre più larghe derivano principalmente dal maggiore volume d’aria, che come abbiamo visto richiede un adeguamento importante delle pressioni, ma ha comportato anche una revisione della struttura, sempre più simile a quella delle gomme da Mtb.

Il perché ce lo hanno spiegato Carlo Di Clemente (Product Manager Cycling Division Pirelli) e Samuele Bressan (Global Marketing Manager Cycling Division Pirelli).

Rendering Pirelli Cinturato Gravel H Black HP Line ProWALL Gravel section WEB RES

La struttura ProWALL Gravel dei nuovi Cinturato Gravel High Performance (HP-Line)

“Con l’aumento del volume è stato necessario rivedere la struttura della gomma, che si deforma in modo diverso. Con questi volumi conviene usare una carcassa più simile a quella della Mtb, che offre più robustezza ma anche una migliore rolling.
Riducendo le pressioni si riduce anche il rischio di taglio o foratura: le tele della carcassa risultano meno tese e quindi si tagliano meno facilmente. Chiaramente non si può esagerare, perché il rischio pizzicatura rimane.

Per quanto riguarda le mescole, invece, possiamo dire che si parte da mescole stradali d’alta gamma poi evolute verso l’uso su sterrato”.

Per maggiori informazioni su Mattia De Marchi: instagram.com/mattia_de_marchi/

QUI invece trovate altri consigli tecnici pubblicati su Bicidastrada.it

Foto d'apertura Chiara Redaschi

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Sull'autore
Nicola Checcarelli

Passione infinita per la bici da strada. Il nostro claim rappresenta perfettamente il mio amore per le due ruote e, in particolare, per la bici da corsa. Ho iniziato a pedalare da bambino e non ho più smesso. Ho avuto la fortuna di fare della bici il mio lavoro, ricoprendo vari ruoli in testate di settore, in Regione Umbria per la promozione del turismo in bici, in negozi specializzati. Con BiciDaStrada.it voglio trasmettervi tutta la mia passione per le due ruote.

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