Perché la bici non costa più come una bici?
Perché i prezzi sono saliti così tanto nel corso degli ultimi 10 anni?
Cosa sta succedendo e, soprattutto, cosa sta sfuggendo alla comprensione degli appassionati?

L’argomento prezzi delle bici è stato trattato numerose volte su BiciDaStrada.it, ma continua ad essere un tema che infiamma gli animi e i commenti.
Comprensibilmente.

Le ragioni per cui i prezzi sono alti sono molteplici e sono state trattate in articoli precedenti, come quelli che vedete qui in basso.

la bici non costa più come una bici

la bici non costa più come una bici

I due articoli suddetti spiegano molti aspetti e aiutano i lettori a farsi un’idea più chiara del perché i prezzi delle bici aumentino.
E allo stesso tempo ribadiscono un concetto cruciale: siamo noi a decidere se acquistare o meno un prodotto.
Bici, telefoni, scarpe, auto: qualunque prodotto esso sia.
Se pensate che non sia così, fermatevi un attimo e rifletteteci bene su.
E’ molto meno scontato di quanto pensiate.

Perché la bici non costa più come una bici?

Di fatto la bici ha smesso da molto tempo di essere il mezzo di trasporto e il mezzo per lo sport alla portata del popolo.

Non lo è più da anni eppure tutti noi continuiamo a concepire la bici come una bici.
Cioè, un mezzo semplice e facile da costruire e da usare.
Ed effettivamente è ancora così, sopratutto per le categorie di bici non performance, ovvero una tipologia di bici che su MtbCult e BiciDaStrada.it capita di rado di trattare.

Le bici che tanto ci piacciono (le Mtb, le bici da strada, le e-Mtb, le gravel bike e via dicendo) sono dei mezzi più complessi ed elaborati il cui prezzo è salito in modo costante nel corso degli anni.
E continua a salire.

Le nuove bici sono sempre più sfavillanti, affascinanti, efficienti e in generale irresistibili. Ovvero, chi le produce sa bene il fatto suo…

Ma perché?

Le ragioni le abbiamo spiegate nei due articoli linkati in precedenza e a quelle aggiungiamo che da diversi anni la bici è in grado di intercettare una fascia di persone ancora più ampia ed eterogenea che in passato.
Ovvero, con capacità di spesa più eterogenea.

Questo ha indotto-suggerito ai marchi del settore di diversificare la proposta, rimodellando i prezzi e gli allestimenti dei modelli di bassa, media ed alta gamma.

In tutto ciò, però, permane la nostra convinzione-percezione della bici secondo la quale una bici non può costare come un’automobile.
Perché la bici è un oggetto più semplice.

E’ difficile da digerire, ma non è così.

La bici, o meglio, quella bici che sta in cima al catalogo dei marchi più noti e blasonati non è più una bici semplice, popolare e facile.
Anzi, è tutt’altro: è elitaria.

E’ uno dei tanti modi di affermare (o sbandierare) il proprio status quo, reale o presunto.
E’ giusto?
E’ sbagliato?
Poco importa, è così.
Quindi, la bici non è più la bici di una volta.

La bici è (ormai) un’icona di benessere

Questo è un punto cruciale: il benessere fisico e mentale oggi vale tantissimo.
Chiamatelo mindfullness, fitness, stay-fit o come altro vi pare e magari aggiungeteci anche il fattore green che la bici ha insito nel suo DNA. Ecco che la bici assurge a messaggero di tanti concetti oggi in voga come non mai: stare bene, stare in forma ed essere green.
Quindi, chi usa la bici è figo.

Perché ama il benessere e rispetta l’ambiente.

Quanti altri settori merceologici oggi hanno un prodotto altrettanto valido, facile e veloce da far comprendere al pubblico?
E con una storia alle spalle così ricca e longeva?

Questo fatto, cari lettori, porta la bici ad un livello di percezione sociale e commerciale enormemente superiore rispetto al passato.
Questo legittima la crescita dei prezzi delle bici?

Da un punto di vista commerciale, purtroppo sì.

Ma non basta, perché ci sono anche i costi associati alla produzione e allo sviluppo, all’acquisto delle materie prime (sempre più care), al trasporto (sempre più caro pure quello) e alla promozione del prodotto.
Costi che è difficile quantificare, se non impossibile, ma che ritroviamo poi nel listino prezzi di bici, componenti e accessori.

Quindi, vendo un rene e cambio bici?

L’acquisto di una bici va fatto, anzi, andrebbe fatto con ponderatezza e soprattutto buon senso.
E cosa significa questo?

Significa che “non è la bici a fare il ciclista”, ma è chi pedala a decretare lo spessore del ciclista. La bici può aiutare, è innegabile, ma da sola non basta…

Questa dovrebbe essere la linea guida generale, da mutuare anche in altri ambiti
Certo, c’è il fattore infatuazione, cioè l’aspetto irrazionale che irrompe in fase di acquisto, ma qui sta ad ognuno di noi…
Quindi, eccoci al momento fatidico: ho individuato la bici che vorrei acquistare.
Le opzioni possibili, oggi, sono le seguenti:

1 – me la posso permettere e la acquisto (pago cash, permuto la vecchia oppure con finanziamento);

2 – il prezzo della bici completa è troppo alto e valuto l’eventuale opzione “solo telaio” utilizzando i componenti della mia bici attuale;

3 – se nessuna delle 2 ipotesi precedenti è possibile, valuto un prodotto analogo di un altro marchio ad un prezzo più basso;

4 – se proprio voglio quella bici con quel allestimento aspetto un paio d’anni e provo a cercarla usata;

5 – noleggio a lungo termine: alcuni rivenditori (come eBike Store Brescia e Bike Store a Ciampino, Roma) in Italia propongono questa soluzione. La bici non è tua, ma il canone mensile include anche la manutenzione (leggere bene il contratto);

6 – nessuna delle 5 precedenti: valuto upgrade e manutenzione sulla bici che ho e me la godo.

A mio avviso, non c’è molto altro da aggiungere.
Se non che quello che conta davvero è fare in modo che la bici rimanga un oggetto che migliori il nostro benessere.
Che ci aiuti ad aggiustare la vita e non a complicarcela.

Fateci sapere la vostra nei commenti in basso.

A proposito di bici di lusso, date un’occhiata al nuovo Colnago Abu Dhabi store:

Apre Colnago Abu Dhabi, flagship store di lusso…