Pardus con TotalEnergies dal 2027: ecco quali modelli useranno i Pro

Redazione BiciDaStrada.it
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Pardus con TotalEnergies dal 2027: ecco quali modelli useranno i Pro

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Il marchio cinese Pardus fa sul serio e vuole ritagliarsi uno spazio importante nel mercato europeo.
Ce ne eravamo già accorti a maggio 2026, quando al velodromo Vigorelli aveva lanciato Pardus Europe, con sede in provincia di Padova.

L’accordo con il Team TotalEnergies, annunciato ieri, è un altro tassello importante della strategia a lungo termine del brand cinese, che fornirà le bici alla squadra francese per i prossimi tre anni.

Chi è Pardus

Pardus è parte del gruppo Taishan Sports Industry Group, fornitore di fiducia di grandi competizioni sportive internazionali e dei Giochi Olimpici estivi ed invernali. Le attività della società madre spaziano dalla costruzione di stadi alle soluzioni intelligenti per palestre e alle attrezzature professionali per ginnastica, judo e pugilato di alto livello.

Pardus rappresenta la divisione ciclistica di alta gamma, nonché il fornitore ufficiale della squadra nazionale cinese di ciclismo.
Rispetto alla maggior parte degli altri marchi, Taishan Sports Industry Group dichiara di non affidarsi a fornitori terzi per i telai in carbonio, ma di controllare l’intera filiera del processo all’interno di uno stabilimento di 100.000 metri quadrati nella Cina settentrionale.

L'azienda acquista direttamente fibre di carbonio Toray grezze e si avvale di un centro di ricerca e sviluppo interno per sviluppare resine proprietarie e creare i propri fogli di carbonio. 

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Pardus e TotalEnergies: quali modelli useranno i Pro

I Pro del Team TotalEnergies per il 2027 avranno a disposizione i tre modelli di punta del marchio cinese: Robin Evo Gen 3, Spark Evo Gen 4 e Gomera Evo TT.

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La Robin Evo Gen 3 è la bici superleggera da salita. Con linee essenziali e tubazioni sottili, ha un telaio dal peso dichiarato di 740 grammi e un peso complessivo inferiore ai 6,8 kg.

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La Spark Evo Gen 4 è il modello più innovativo e recente. Bici concepita per ottimizzare rigidità e prestazioni aerodinamiche, sarà sicuramente la più utilizzata in gara.

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La Gomera Evo TT è la bici per le crono, con un carro posteriore che sicuramente non passa inosservato.

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Tutti i modelli sono disponibili anche per la vendita al pubblico. Per conoscere dettagli e prezzi (interessanti) vi rinviamo all’articolo che trovate qui sotto:

Sempre più Cina tra i Pro: cosa sta succedendo

XDS, Quick Pro, Evolve e ora Pardus. Per non parlare dei tanti marchi di ruote, accessori e ciclocomputer. La presenza dei brand cinesi tra i Pro è sempre più massiccia e riflette l’interesse del pubblico per questi prodotti, che ormai vengono visti come oggetti di ottima qualità e con un design accattivante (anche se con differenze consistenti da azienda ad azienda).

Ma cosa sta succedendo? A cosa è dovuta questa espansione verso l’Europa dei marchi Cinesi? Cosa accadrà in futuro?

Una visione interessante sulla questione ce l’aveva data qualche tempo fa Claudio Marra, Global Vice President FSA - VISION (foto in basso) e  grande conoscitore del mercato asiatico.

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“Con i marchi cinesi - ci ha detto - sta accadendo quello che era già successo negli anni ’90 con le aziende taiwanesi, come Giant e Merida: sono nate come terzisti, produttori di biciclette per marchi occidentali blasonati, e poi hanno deciso di imporsi con il proprio brand. 
XDS, Pardus e tanti altri erano costruttori di componenti, telai e parti per noti marchi occidentali, ma sono diventati talmente grandi che ora desiderano proporre il proprio marchio sul mercato mondiale.
Hanno know-how, capacità di innovazione e grandi risorse economiche. Non solo entrano nei team professionistici come sponsor, ma hanno la forza per diventarne proprietari”.

Questa evoluzione nel prossimo futuro avrà risvolti anche commerciali, con una distinzione sempre più netta tra i marchi cinesi più strutturati e quelli più piccoli e meno conosciuti, che vendono grazie a prezzi molto bassi (spesso sottocosto) su AliExpress e altri siti.

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“Chi costruisce strutture più articolate e ufficiali in Europa - ha continuato Marra - sicuramente dovrà adeguarsi ai prezzi di mercato, perché avrà un aumento dei costi di gestione, dovrà obbligatoriamente offrire un supporto di assistenza e garanzia, avere assicurazioni. 
Così sarà una “guerra” alla pari, da giocare su qualità, servizi, immagine. Credo che anche nel mondo della bike industry accadrà quello che già è successo nell’automotive: prodotti cinesi di qualità, con prezzi mediamente più bassi del 20-30% rispetto a quelli dei brand blasonati”.

L’intervista a Claudio Marra tocca molte altre questioni e approfondisce temi interessanti. Se vi interessa, trovate la versione completa QUI.

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