Omar Di Felice al via della Transcontinental Race: dalla Norvegia alla Grecia in autonomia

Veronica Micozzi
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Omar Di Felice al via della Transcontinental Race: dalla Norvegia alla Grecia in autonomia

Veronica Micozzi
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Dopo l'incidente dello scorso anno e dopo essere tornato alle gare, tra pochi giorni Omar Di Felice sarà al via della Transcontinental Race, una delle gare più estreme di ultracycling, giunta alla sua dodicesima edizione, nonché la più partecipata al mondo con i suoi oltre 400 iscritti.

Senza nome

Il percorso

Il format della Transcontinental Race è unico nel suo genere: il percorso prevede punto di partenza e di arrivo fissati, oltre ai check point e alcuni tratti, spesso offroad/gravel obbligatori, per poi lasciare agli atleti la possibilità di definire la rotta autonomamente.
Quest'anno la gara prevederà la partenza da Trondheim in Norvegia (alle ore 20.00 del 19 Luglio) e l’arrivo a Kalamata (Grecia)

Dopo aver affrontato il primo percorso obbligatorio di quasi 200 km, gli atleti prenderanno la via verso sud, attraverso il primo Checkpoint, posto a Flam (Norvegia) e, soprattutto, dovendo decidere quale strategia adottare per arrivare nell’Europa continentale. La scelta del traghetto e della strada, infatti, è del tutto personale e potrà fare la differenza, considerando che il tempo speso è considerato a tutti gli effetti tempo di gara. 

Dopo aver raggiunto il secondo Checkpoint tra le montagne di Tatras, l’attraversamento di tutta la penisola balcanica costituirà ancora una volta il tratto decisivo prima dell’arrivo a Kalamata (Grecia).

Il percorso, che varierà in base alla capacità di ogni atleta di definire la via migliore, risulterà di circa 5000 chilometri con uno sviluppo altimetrico che non sarà inferiore ai 50 mila metri di dislivello.

Transcontinental Race

Cosa significa la Transcontinental Race per Omar Di Felice

Tagliare la finish line della Transcontinental, ad oggi, è l’ultima tra le gare di ultracycling su strada (seppur alcuni tratti prevedano delle tracce offroad) che manca nel palmares di Omar: caduto durante l’edizione 2024 dopo soli 30 chilometri (e costretto al ritiro dopo circa 2500 chilometri, a causa dell’infrazione al gomito che ha reso impossibile continuare ulteriormente), ha dovuto rinunciare all’edizione 2025 a causa del terribile incidente e le conseguenti fratture alle vertebre cervicali che lo hanno costretto all’immobilizzazione a pochi giorni dal via. 

«Questa sarà per me la 55esima gara di Ultracycling e, seppur senta di non avere nulla da chiedere, l’impegno che ho profuso negli ultimi anni per cercare di tagliare la sua tanto ambita finish line, fa sì che io oggi senta lo stesso entusiasmo e la stessa emozione delle prime competizioni cui ho partecipato. La caduta del 2024 e, soprattutto, il grave incidente del 2025, hanno reso questa gara ancora più attraente e affascinante: il suo costante sfuggirmi per motivi che non ho potuto controllare completamente, hanno aumentato la motivazione e la determinazione per poter raggiungere l’obiettivo

L’avvicinamento non è stato dei più semplici: dopo aver attraversato il Sud America nella lunga avventura che lo ha visto pedalare 7000 km dalle Ande alla Patagonia, nella fase finale della preparazione ha dovuto combattere con un infortunio al ginocchio sinistro che ne ha rallentato la preparazione. 

L'allestimento della bici

Per l’occasione Omar utilizzerà la Giant TCR Advanced SL equipaggiata con il gruppo completo Shimano Dura-Ace R9200 12V. Il cockpit sarà senza compromessi: grazie al nuovissimo clamp TT314 realizzato da Deda Elementi, infatti, potrà montare le nuove prolunghe Fast Pro sulla piega integrata di CADEX.

Le ruote saranno le DT Swiss ERC45 1100 dotate di copertoni tubeless Continental GP5000 TR S 700x32C

La Sella sarà il modello in 3D di Selle San Marco. Per le borse si affiderà al prototipo realizzato da Missgrape con uno speciale tessuto che diminuisce il peso del set, in livrea unica bianca.

Il Garmin Edge 1040 Solar sarà il device con cui Omar navigherà le tracce e registrerà tutti i dati della pedalata (con al polso Enduro 2 Solar per la registrazione di backup e per memorizzare tutti i dati di performance e quelli legati alle pause per il sonno e il recupero). 

Transcontinental Race

Per l’integrazione partirà con un kit di vitamine e aminoacidi Volchem (con una cospicua scorta dei gel energetici GF2:1) oltre a tutto ciò che dovrà reperire lungo il percorso. 

Visto il grande caldo che dovrà affrontare soprattutto nella seconda metà di gara, userà un kit UYN composto dalla maglia Airwing completamente bianca in abbinamento con il pantaloncino Metarace (anch’esso personalizzato con alcune tasche laterali per aumentare la possibilità di trasportare barrette e gel)specifico per il comfort durante le lunghissime distanze.

Il casco sarà l’Airbreaker 2.0 di ABUS mentre per le scarpe le ormai collaudate Shimano RC-903 in colorazione bianco. 

Sarà possibile seguire la gara attraverso il tracking ufficiale al link che verrà reso disponibile alla vigilia della gara, e sui canali social di Omar che cercherà di aggiornare, compatibilmente con la connettività internet e le dinamiche di gara.

Qui la pagina Facebook ufficiale, qui il sito di Omar Di Felice.

(Foto credits @Marta Baffi)

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Sull'autore
Veronica Micozzi

Mi piace leggere, scrivere, ascoltare. Mi piacciono le storie. Mi piace lo sport. Mi piacciono le novità. Mi piace la sana follia che anima i seguaci della bici. E credo di aver capito perché vi (ci) piace tanto la bicicletta, al di là della tecnica, delle capacità, dell’agonismo: è per quella libertà, o illusione, di poter andare ovunque, di poter raggiungere qualsiasi vetta, di poter superare i propri limiti che solo le due ruote sanno regalarti…

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