Qualche giorno fa, su MtbCult.it, ho pubblicato un articolo e un video che spiegavano le ragioni per cui le bici di media gamma costano tanto.
Le reazioni e i commenti a quel video sono state numerose e interessanti.
Ve ne riporto di seguito alcune:



Insomma, le bici costano troppo e spesso o almeno questa è la percezione comune degli utenti.
Così come è molto frequente fare paragoni con le motociclette e con altre oggetti di prezzo analogo.
Che sono percepiti come più complessi, più difficili da realizzare e, in un certo senso, giustamente costosi.
Ma è davvero così?
Ne parlo in questo video:
1 - Il confronto moto-bici
Nessuno (al di fuori del produttore stesso) sa con certezza quante bici vengano prodotte e vendute.
Ovvero, quante bici venda in un anno questo o quel marchio in un determinato Paese.
Quindi, non sappiamo su quale ordine di grandezza venga ripartito lo sforzo produttivo, costruttivo, promozionale, logistico e via dicendo su un certo modello di bici.
Mentre, invece, lo conosciamo per le moto grazie al numero di motoveicoli immatricolati ogni anno, per singola marca e singolo modello.

Questo rende il confronto bici-moto particolarmente insidioso con una conclusione che apre e chiude all’istante un grande dibattito: le bici costano troppo rispetto alle moto.
Su questo argomento abbiamo ricevute tantissimi commenti, alcuni molto critici e ben circostanziati:
Quindi chi produce bici e componenti per bici ci sta prendendo in giro?
No: i brand del settore bici (molto capaci nel proporre oggetti di alto valore tecnico-prestazionale) sono molto abili nell'elevare il valore percepito di un prodotto, legittimando prezzi elevati, mentre noi, in qualità di consumatori, siamo più o meno consapevolmente abituati a queste strategie, che ormai circondano la nostra esistenza.
2 - La grande leva del marketing
Questo punto è cruciale: la forza del marchio, ovvero la sua capacità di creare un prodotto tecnicamente valido e di aggiungere ulteriore valore a quell'oggetto, è determinante, a prescindere dal reale costo di quel prodotto.
Siamo circondati da questo fenomeno.
Esistono scarpe che costano anche meno di 30€ ed altre che ne costano 3000€.
Borse da 30€ e borse da 40000€.
Telefoni da 100€ e telefoni da 1500€.
Bici da 1500€ e bici da 15000€.
Il mondo bici non è mai stato in un segmento di mercato low-cost, ma di sicuro negli ultimi 10-15 anni si è spostato un po’ di più verso il lusso o l’high-end.
E questo vale per molti, ma non per tutti i marchi di bici, per fortuna (vedi Cube, ad esempio).
La domanda, quindi, è: quanto sei disposto a spendere per una bici?
Ognuno risponde in base alle proprie capacità economiche e alla propria percezioni di qualità.
Come ad esempio ha fatto cuddleman (vedi commento sotto), ma come fa la maggior parte di noi, pur senza scriverlo da nessuna parte:

3 - Il mercato bici siamo noi
Da ciò discende un altro aspetto: siamo noi a decidere il prezzo delle bici con la nostra capacità di acquisto.
Il prezzo di un bene è il punto di incontro fra la domanda del cliente e l’offerta del venditore.
Per capire meglio, in maniera molto schematica, il prezzo include:
- Costi di produzione (progettazione, sviluppo, materie prime, manodopera, tecnologia, logistica)
- Costi di distribuzione (trasporto, stoccaggio, canali di vendita)
- Margine di profitto (il guadagno desiderato dall’azienda)
- Tasse e dazi doganali (se il prodotto è importato)
- Percezione del valore (quanto i consumatori sono disposti a pagare)
I fattori che influenzano il prezzo sono:
- Domanda e offerta (competizione, disponibilità di alternative)
- Segmento di mercato (lusso vs. low-cost)
- Ciclo di vita del prodotto (novità, maturità, declino)
- Strategie di prezzo (penetrazione, skimming, premium, bundle)
- Contesto economico (inflazione, crisi economiche)
4 - La cultura nell’acquisto
La verità è questa: siamo disposti a spendere tanti soldi in beni non essenziali (bici, telefoni, scarpe, borse, giacche, orologi…) mentre talvolta cerchiamo di spendere il meno possibile su beni essenziali.
E qui entra in ballo l’olio d’oliva extravergine che ho menzionato nel video, ma vale anche per pomodori, latte, pane e tante altre cose davvero essenziali.

Per molti dei prodotti essenziali c’è un eccesso di offerta a basso costo che comprime i margini di chi produce l’alta qualità.
Non ci poniamo il problema e basta, perché il sistema economico è questo, non c’è abbastanza cultura negli acquirenti (quanti sanno cosa vogliano dire DOP o IGP?) e si va avanti.
Dobbiamo sperare che arrivi anche qui il marketing per aumentare il valore percepito di un prodotto e i guadagni dei produttori?
E che fine farebbe poi il valore reale?
Tutta questa filippica per dirvi una cosa importante: che si inizia ad avere consapevolezza sul valore reale di un prodotto quando ci si informa.
Quando iniziamo ad avere una cultura, basata sulla documentazione prima dell’acquisto affidandosi all’esperienza referenziata (i media di settore, ad esempio) e anche a quella non referenziata (gli altri utenti).
Dal canto nostro (e di MtbCult.it) cerchiamo di aiutarvi a costruire una cultura o se non altro un’opinione meglio strutturata sul mondo della bici.
Per fare scelte oculate.


In conclusione…
Chiudo qui, evitando di tirare in ballo temi come gli stipendi troppo bassi e la scarsa tenuta del valore delle bici usate, perché altrimenti smettiamo di andare in bici per sempre.
Il nostro, invece, è e resta uno sport magnifico.
Prima di affidarlo a cuore e gambe, però, mettiamoci la testa.
Qui tutti i nostri articoli e approfondimenti sulla bike industry
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Sull'autore
Simone Lanciotti
Dalla Mtb, alla bici da strada, passando per una e-Mtb e se capita anche una gravel bike. La bicicletta è splendida in tutte le sue forme e su BiciDaStrada.it, di cui sono il fondatore e il direttore, ci concentriamo sulla tecnica, sulle emozioni, sui modi per migliorarsi e soprattutto sul divertimento. Quello che fa bene al cuore, alle gambe e alla mente. Pedali agganciati!






