I marchi cinesi che comprerei: parola a un ex Pro' che vive laggiù

Giovanni Bettini
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I marchi cinesi che comprerei: parola a un ex Pro' che vive laggiù

Giovanni Bettini
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"I marchi cinesi che comprerei". Ce li ha rivelati Nicolas Marini, 31 anni, da Provaglio (BS), professionista dal 2015 al 2020 con nove vittorie nel palmarès.

I marchi cinesi che comprerei
Foto: bunnyhopsport_nmta

Da una paio d'anni l'ex Pro' bresciano vive stabilmente a Tianjin (Cina), una metropoli da quasi 14 milioni abitanti, dove assieme alla fidanzata Michelle ha fondato un'accademia ciclismo (la Nicolas Marini Training Academy) e una squadra amatoriale che talvolta parte ad alcune competizioni Elite: la FreeNova-NMTA.

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Nicolas, secondo da sinistra, con i "suoi" corridori. Foto: bunnyhopsport_nmta

La parabola umana e sportiva di Nicolas è piuttosto curiosa ed stata raccontata in una puntata di GCN Italia.

Grazie al suo aiuto, abbiamo messo a fuoco l'esotico mercato ciclo del paese del dragone oltre ad approfondire la dimensione tecnica legata in particolare alla qualità e all'affidabilità dei marchi cinesi.

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Foto: Granfondo Yunnan

Tanti marchi, occhio alle cantonate

«La Cina sta vivendo una sorta di boom in ritardo - precisa Nicolas -. Quello che in Europa c'è stato un paio di anni fa loro lo stanno vivendo ora che le normative legate al controllo della pandemia sono più permissive. Questo fattore ha contribuito a far crescere la voglia di stare all'aperto con evidenti ricadute sul mercato della bici ad ogni livello. Un settore che era già ampiamente sostenuto da incentivi statali ancora prima delle vicende del 2020 e che ora è in ulteriore crescita».

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Foto: Granfondo Yunnan

«A tutto ciò si aggiunge il fatto che tanti produttori OEM, attivi nella produzione conto terzi, hanno iniziato a proporre con successo il marchio proprietario. Le bici XDS X-Lab e Pardus sono solo un esempio - sottolinea l'ex ciclista Nippo-Vini Fantini -. La voglia al momento non è tanto quella di vendere, ma di farsi apprezzare dagli appassionati al di fuori del contesto asiatico».

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«Qui il mercato è in continuo fermento e per certi versi la situazione può sembrare fuori controllo. Ogni volta che vado a correre trovo marchi di cui ignoravo l'esistenza. È difficile per me mettere a fuoco il tutto figurarsi per un appassionato che sta in Europa».

Qualche consiglio per evitare fregature?
Secondo Nicolas è indispensabile:

  • • cercare notizie sulla storia e l'affidabilità del marchio;
  • • scrivere alle Aziende;
  • • evitare di affidarsi ai grandi negozi online orientali preferendo il sito del marchio;
  • • verificare l'omologazione UCI per telai, forcelle e ruote.

E veniamo così ai marchi cinesi che comprerei...

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Bici Pardus

Vi avevamo presentato questa realtà nell'articolo qui sotto.
Pardus ha scelto una squadra di casa nostra per iniziare a farsi notare nel Vecchio Continente.

«Da inizio anno sto utilizzando la Spark Evo con gruppo trasmissione Magene QED e ruote Up-Vine - prosegue Nicolas -. Devo ammettere che siamo a livello dei brand blasonati in termini di prestazioni... La cosa più interessante però è legata al dietro le quinte».

«A inizio marzo, a Pechino, ho partecipato ad un evento dell'Azienda dedicato agli ambassador».

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Foto: bunnyhopsport_nmta

«C'erano anche i rappresentanti di un noto marchio europeo. Così ho approfondito e ho potuto capire che tra le parti c'è un interessante accordo di collaborazione: Pardus produce i telai per questa marca ed allo stesso tempo agevola l'inserimento di questo marchio europeo sul mercato cinese».

Insomma qualcosa che va ben oltre lo schema tradizionale...

I marchi cinesi che comprerei
La Spark Evo di Marini per la stagione 2025. Foto: Nicolas Marini

Gruppo trasmissione Magene QED

Visto per la prima volta in occasione della fiera China Cycle di Shanghai lo scorso mese di maggio, questa soluzione sembra confermare in maniera chiara la volontà delle aziende del paese del dragone di aggredire anche il settore della trasmissione.

Il QED è un gruppo elettromeccanico strada a 10-12v compatibile rim/disc, che presenta uno schema semi wireless simile all'impostazione Shimano Di2.

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Foto: bunnyhopsport_nmta

Supporta cassette max 34T, un ingranaggio anteriore max 54T ed è compatibile con forcellino UDH. Il tutto viene alimentato da una batteria a stick da 800 mAh.

Il peso del gruppo completo si aggira attorno i 2.400 gr ed intende allinearsi all'Ultegra sul piano commerciale così come riferito dal CEO dell'Azienda, Yu Feng.

I marchi cinesi che comprerei

«Le prestazioni complessivamente sono molto buone - precisa Nicolas -. Al momento l'unico difetto è la cambiata: un po' lenta per quanto riguarda la deragliata anteriore e più in generale difficile da percepire in gara a livello del cambio. È qualcosa da attribuire ai pulsanti posti dietro la leva freno. È un dettaglio che non ho notato solo io. L'Azienda sta lavorando per migliorare ulteriormente il prodotto».

«In Cina il gruppo disc viene venduto attorno ai 500 euro. In Europa si vedrà solo dopo aver sciolto questi nodi. Il Magene QED è una soluzione da tener d'occhio...».

Ruote Up-Vine/Inertia

Tra i "marchi cinesi che comprerei" Nicolas inserisce questa realtà di Hangzhou fondata nel 2016.

«Up-Vine, che gestisce anche il marchio Inertia, è stata la prima realtà con cui ho collaborato in Cina. L'Azienda è diretta da Lin Chun che da diverso tempo mi chiedeva di poter entrare nel mercato europeo supportando una squadra. Dopo aver studiato un po' la situazione sono riuscito a mettere in contatto l'Azienda con il team MBH Bank Ballan CSB Colpack».
Ne avevamo parlato QUI, nella foto sotto i dirigenti della squadra bergamasca con la proprietà Up-Vine.

Qui i piani sembrano virare verso qualcosa di più concreto.
Nicolas dovrebbe diventare una sorta di testa di ponte tra l'Azienda cinese e il mercato europeo. Un passo è già stato fatto. La qualità delle ruote è un fattore consolidato per l'ex pro' bresciano.
Se son rose...

I marchi cinesi che comprerei
Le ruote Up-Vine Pro+ D50: canale interno da 23 mm con raggi in carbonio. Peso: 1.410 gr. Foto: upvine.wheels

Caschi Sunrimoon

Il nome del marchio è l'acronimo di Sun - Run - Moon, "sole che corre nella luna". Un suggestivo richiamo al ciclo della luce che da sole diventa luna. Il riflesso di questo gioco di parole viene messo a terra nella missione aziendale: "offrire la miglior protezione ai ciclisti in tutte le condizioni".

I marchi cinesi che comprerei

Il marchio è stato fondato nel 2019 ed è di proprietà di Cigna Sports Co., Ltd., realtà a sua volta avviata nel 2014.
Il quartier generale del marchio a Hengli Town-Dongguan City vanta una superficie di 20.000 mq. Gli uffici e la produzione sono distribuiti tra Cina, Stati Uniti, Europa, sud-est asiatico. 500 in tutti i dipendenti. Oltre 500 i brevetti depositati.

Cigna, come ribadito sul proprio sito web, "ha fornito prodotti per noti marchi" e ora sta iniziando ad alzare la testa.

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I marchi cinesi che comprerei: c'è tanto altro

Nicolas ci ha confermato l'affidabilità anche dei manubri EXS (difficili da trovare sul mercato perché molto richiesti), dei componenti Cybrei e degli accessori Cycplus (abbiamo il radar L7 in test): tutto materiale messo alla prova su strada.

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Il manubrio integrato monoscocca EXS Aerover

Insomma, se mai ce ne fosse ancora bisogno, stiamo assistendo ad un nuovo concetto di prodotto cinese. Più vicino alla qualità di quanto si immagini, al punto da sfatare lo stereotipo che in genere racchiudiamo nella parola "cinesata".

Dal fatto in Cina, al creato in Cina, la sfumatura ora inizia ad essere piuttosto rilevante...

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Nicola (a destra) con un gruppo di appassionati. Foto: bunnyhopsport_nmta

Per maggiori informazioni sull'attività di Nicolas: instagram.com/bunnyhopsport_nmta

Foto in apertura: bunnyhopsport_nmta

QUI tutte le nostre news e gli approfondimenti sulle novità 2025.

Qui sotto proviamo a delineare riflessioni e possibili scenari alla luce delle recenti decisioni degli Stati Uniti in ambito economico.

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Sull'autore
Giovanni Bettini

"I poveri sono matti" diceva Zavattini. Anche i ciclisti oserei dire. Sono diventato "pazzo" guardando Marco Pantani al Tour de France 1997 anche se a dire il vero qualcosa dentro si era già mosso con la mitica tappa di Chiappucci al Sestriere. Prima le gare poi le esperienze in alcune aziende del settore e le collaborazioni con le testate specializzate. La bici da strada è passione. E attenzione: passione deriva dal greco pathos, sofferenza e grande emozione.

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