

Qualche settimana fa abbiamo pubblicato il video test della Scott Addict RC Pro e molti di voi hanno riconosciuto che le immagini di quella prova erano state girate a Campo Imperatore, in Abruzzo. D’altronde, per il test di una bici da salita, serviva uno scenario adatto…
Quella è stata l’ultima volta che ho pedalato sulla Addict RC prima di rispedirla, a malincuore, a Scott.
Il giorno prima, però, avevo deciso di farmi “un regalo” e concludere il test con una pedalata in montagna sul Gran Sasso, riproponendo un giro che avevo fatto nel 2020 insieme a Chiara Ciuffini e al direttore Simone Lanciotti, che trovate QUI.
Un’occasione per raccogliere le ultime sensazioni sulla Addict RC Pro, ma anche per godermi un luogo fantastico per pedalare, prendere un po’ di tempo per me in sella alla mia amata bici e “resettare il cervello”. Se amate il ciclismo, scommetto che non servono ulteriori spiegazioni…

L’ideale sarebbe partire da L’Aquila, come in quel giorno del 2020, in modo da sfruttare i primi chilometri verso Assergi per scaldare un po’ il motore. Però non mi sono svegliato tanto presto, sono un po’ in ritardo e quindi esco dall’autostrada ad Assergi per iniziare il giro da Fonte Cerreto. Il problema sarà tornare qui a fine giro, ma ci penseremo più avanti…
All’ultimo momento decido di non portarmi dietro il ciclocomputer. Un po’ perché voglio concentrarmi esclusivamente sulla pedalata e sulle sensazioni trasmesse dalla bici, senza la “distrazione” dei numeri, un po’ perché la condizione di forma è ben lontana da quella del 2020 e non voglio scoraggiarmi mettendo a confronto i dati a fine giro…

Scendo la bici dalla macchina. Gonfio la gomma anteriore a 3,9 bar e la posteriore a 4,1 bar, a mio avviso i valori ideali per i miei 67 kg e per pneumatici tubeless da 30 mm su cerchi con canale da 25 mm.
In tasca mi metto il gilet smanicato (la giornata è bella, ma in quota non si sa mai), il kit in caso di forature e 4 gel con 40 g di carboidrati. Fino a qualche anno fa non sarei mai partito per un'uscita del genere senza qualcosa di solido in tasca, ma con gli integratori di oggi si può. Mi porto dietro anche 20 euro e se nel corso della giornata avrò voglia di mettere qualcosa sotto i denti mi fermerò per un panino o una crostata.
Da Fonte Cerreto si parte subito in salita, ma per fortuna la prima parte è molto pedalabile e ci si può scaldare senza andare fuorigiri. Dal traffico capisco subito che fare questo giro ad agosto non è stata una grande idea, ma tra lavoro e famiglia non sono riuscito ad organizzarmi diversamente.

In questo tratto la strada è comunque sufficientemente larga per far convivere bene bici (tante) e auto (troppe), senza stress e godendosi il panorama.
Salgo a ritmo regolare e arrivo piuttosto in fretta al primo valico, da cui poi si scende per pochi chilometri per arrivare all’altopiano di Campo Imperatore, che regala sempre un panorama unico.

Giro a sinistra, butto giù il primo gel e mi preparo ad affrontare gli ultimi, impegnativi chilometri verso l’Osservatorio di Campo Imperatore.
E intanto mi godo la vista sul Corno Grande…

Il vento a favore aiuta parecchio, ma qui le pendenze sono arcigne e aziono prima il 36x27 e poi il 36x30. Il 36x34 me lo lascio come ultima opzione e intanto la mia mente torna indietro nel tempo, al Giro del '99, quando Pantani volava tra due muri di neve con rapporti ben diversi dai miei.
Che roba. E che nostalgia…
Se avessi avuto la gamba del 2020 sicuramente mi sarei goduto di più le prestazioni di questa Scott Addict RC, ma in realtà, come ho detto spesso, una bici così reattiva e leggera (6,8 kg pedali compresi), aiuta anche chi ama la salita ma non ha una grande condizione, perché permette di fare meno fatica.
O comunque ti dà questa sensazione, sopratutto quanto ti alzi sui pedali per rilanciare un po’ la velocità.


Gli ultimi 2 km sono duri e devo affrontare una mezza crisi.
Non è caldo, ma mi sento accaldato. Forse dovevo bere di più, forse è la quota (oltre 2.000 m) o forse semplicemente devo fare i conti col poco allenamento e con gli anni che passano.
Poco male, metto il 36x34, rallento, mi godo il panorama e mi fermo anche a fare un paio di foto.
Arrivato in vetta mi faccio un selfie, mi scolo una bottiglietta d’acqua e una Coca, indosso lo smanicato e riparto quasi subito. Avrei volentieri mangiato qualcosa, ma c’è veramente troppa, troppa gente per i miei gusti.
Il luogo rimane bellissimo, ma se volete godervelo in pieno, in tutta la sua essenza, il mio consiglio è di evitare il mese di agosto.

Nel tratto di pianura al termine della discesa c’è un forte vento contrario (lo stesso che prima mi ha aiutato in salita). In posizione aerodinamica riesco a fare comunque una velocità discreta, ma mi costa una fatica extra.

Vorrei passare per Castel del Monte e Calascio, come nel 2020, ma mi rendo conto che non ce la farei con i tempi (e forse neanche con le gambe, nonostante la super bici che sto usando) e così decido di svoltare a destra per Santo Stefano di Sessanio, tagliando un bel po’ di chilometri.
Mi lascio alle spalle a malincuore l’altopiano di Campo Imperatore, ripromettendomi di tornarci in un altro periodo dell’anno, magari già a settembre, e mi butto in discesa.

Strada stretta ma bellissima, tornanti e un po’ meno traffico rispetto ai chilometri precedenti.
Scendo forte, ma sempre senza rischiare.
Avevo già maturato l’impressione che il miglioramento principale della nuova Scott Addict RC rispetto al modello precedente fosse la guidabilità in discesa e qui ne ho avuto la conferma definitiva. Un bel vantaggio per i Pro e per chi fa gare, ma anche per l’appassionato, che in questo modo può divertirsi di più, sempre in sicurezza.

A Santo Stefano di Sessanio fa molto più caldo che in quota e per scrupolo mi fermo a riempire di nuovo le borracce. Dopo Barisciano si entra sulla strada principale, meno bella dal punto di vista paesaggistico, ma una manna per le gambe perché tutta a tirare leggermente in discesa.
Si fa velocità con poco sforzo e i chilometri scorrono via sotto le ruote.
A mio avviso è proprio in questi tratti, più che in salita, in cui si sente la differenza tra le bici “moderne” e quelle di qualche anno fa: sarà l’aerodinamica, saranno le gomme tubeless e le ruote con canale più largo, ma l’impressione è che scorrano tanto tanto di più...
A Paganica mi prendo l’ultimo gel e mi preparo a risalire verso Fonte Cerreto.
Fino ad Assergi riesco a salire ancora col 52, sfruttando la cassetta 11-34 che mi permette di tenere il 27 dietro senza incrociare troppo la catena.
Da Assergi in poi la salita diventa più ripida e rallento parecchio. Guardo l’orologio e, soste comprese, fino a qui ci ho messo poco più di 4 ore. Non sono più tanto abituato a fare giri così lunghi e con questo dislivello e le gambe fanno male. Nel complesso, però, non sono stravolto e non ho molti altri dolori.
Sulle rampe verso Campo Imperatore ho pensato che una gomma da 28 mm anziché quella da 30 mm montata di serie mi avrebbe aiutato un pochino.
A fine giro mi sono ricreduto: la gomma più larga è un buon compromesso, sopratutto per chi non cerca la massima prestazione in salita, ma ama stare in sella parecchio tempo, perché “stanca di meno”…

Mentre ricarico la bici in macchina penso che non c’è luogo più bello della montagna per pedalare (magari non ad agosto).
Il giorno dopo ho appuntamento con Simone negli stessi luoghi per fare foto e video in vista della pubblicazione del test. Mi riprometto di tornare qui con alcuni amici per condividere la bellezza di queste strade, ma oggi avevo voglia di pedalare da solo, senza guardare in continuazione il ciclocomputer (che spesso ci rende dipendenti) e con il telefono che per buona parte del giro non aveva linea.
È il mio modo per staccare, per ricaricare le pile.
Dovremmo farlo tutti un po’ più spesso, non credete?
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Sull'autore
Nicola Checcarelli
Passione infinita per la bici da strada. Il nostro claim rappresenta perfettamente il mio amore per le due ruote e, in particolare, per la bici da corsa. Ho iniziato a pedalare da bambino e non ho più smesso. Ho avuto la fortuna di fare della bici il mio lavoro, ricoprendo vari ruoli in testate di settore, in Regione Umbria per la promozione del turismo in bici, in negozi specializzati. Con BiciDaStrada.it voglio trasmettervi tutta la mia passione per le due ruote.




