Whoop, il dispositivo usato da Van der Poel (e non solo) e vietato a Sinner

Redazione BiciDaStrada.it
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Whoop, il dispositivo usato da Van der Poel (e non solo) e vietato a Sinner

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Whoop non è un nome nuovo nel mondo del ciclismo, tanto che ne avevamo parlato in un nostro articolo già nel 2022. Van der Poel è l’atleta più famoso che lo utilizza con regolarità, ma in gruppo è molto diffuso. Nel frattempo Whoop è diventato anche title sponsor della Coppa del Mondo di Mtb e il dispositivo è utilizzato da tantissimi atleti di altri sport.

braccialetto Whoop
Van der Poel indossa il braccialetto Whoop alla Parigi-Roubaix 2025. Foto A.S.O. / Pauline Ballet

Negli ultimi giorni il braccialetto Whoop è salito agli onori della cronaca perché agli Australian Open è stato vietato a Sinner, Alcaraz e Sabalenka. In basso trovate il video di Eurosport in cui Alcaraz è stato costretto a toglierlo prima del match.

L’azienda americana investe tantissimo in marketing, ma probabilmente nessuna campagna di comunicazione era mai riuscita a raggiungere la visibilità garantita dalla polemica legata agli Australian Open.

A cosa serve il braccialetto Whoop

Whoop è un braccialetto intelligente che monitora h24 un’ampia gamma di parametri fisiologici: frequenza cardiaca, HRV, qualità del sonno, stress e, nelle versioni più evolute, anche pressione arteriosa e altri valori di livello medico su salute e performance.

Le informazioni sono controllate e gestite tramite l’app e per gli atleti di alto livello sono fondamentali per ottimizzare i carichi di allenamento e gestire al meglio la condizione fisica durante la stagione.
Se volete sapere in modo più dettagliato come funziona, vi invitiamo a leggere questo articolo di approfondimento.

braccialetto Whoop

La particolarità del braccialetto Whoop è che non ha display e dunque i dati non possono essere controllati in tempo reale, ma solo analizzati in un secondo momento. Una scelta precisa per evitare distrazioni durante l’attività o la giornata di lavoro.

Whoop si rivolge agli atleti, ma non solo, in quanto viene proposto come uno strumento per ottimizzare le proprie abitudini e migliorare la salute a lungo termine (le versioni più evolute permettono anche di rilevare aritmie o eseguire ECG in tempo reale).

L’utilizzo del braccialetto è legato ad un abbonamento annuale. I costi variano in base alla tipologia di strumento (e dunque al livello di approfondimento dei dati forniti), ma partono da 199 euro l’anno. 
Chi è interessato può usufruire di una prova gratuita di 30 giorni.

QUI trovate tutti i dettagli sui piani di abbonamento.

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Il “cortocircuito” e il divieto agli Australian Open

Ma cos’ha di particolare questo braccialetto Whoop? Perché Sinner, Alcaraz e Sabalenka hanno dovuto toglierlo prima del match? E soprattutto perché in altri tornei lo possono utilizzare?

Il problema è legato ad una mancanza di allineamento normativo tra Enti, un “cortocircuito” che ci sembra quantomeno bizzarro vista la natura del dispositivo.

L’ITF (International Tennis Federation) permette l’utilizzo del Whoop a patto di disattivare il feedback aptico, cioè gli allarmi tramite vibrazione. WTA (l'associazione che riunisce le tenniste professioniste di tutto il mondo) e ATP (l'associazione che riunisce i tennisti professionisti di tutto il mondo) hanno già approvato il device.

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Foto Whoop

L’Australian Open è sotto l’egida dell’ITF, ma è organizzato da Tennis Australia e il nodo sta tutto qui. Tennis Australia al momento è di parere opposto sull’uso di dispositivi indossabili come il Whoop. Alla base della scelta c’è il divieto assoluto di usare strumenti che possano veicolare dati fuori dal campo.

In sintesi, ad oggi gli atleti possono utilizzare il Whoop per tutti i tornei della stagione, ad eccezione dei 4 del Grande Slam (i più prestigiosi del circuito, per chi non si intende di tennis).
Un mezzo pasticcio, tanto che la stessa Tennis Australia ha dichiarato che “sono in corso discussioni su come questa situazione potrebbe cambiare”.

In casa nostra ci lamentiamo spesso delle decisioni dell’UCI in fatto di normative e divieti non del tutto chiari, ma a quanto pare tutto il mondo è paese…

Braccialetto Whoop, com’è il regolamento nel ciclismo

Whoop ha fatto la sua prima apparizione nel mondo del ciclismo al Tour de France del 2018 al polso di alcuni atleti della EF Pro Cycling e oggi è utilizzato senza problemi da molti Pro’, tra cui Van der Poel.

Nel ciclismo gli strumenti di registrazione e monitoraggio sono di uso comune e regolamentati in maniera chiara dalla normativa 1.3.006 bis del regolamento UCI, che se volete potete scarica qui sotto in lingua italiana.

I passaggi chiave della norma sono i seguenti:

“I dispositivi di tecnologia di bordo integrata, che raccolgono o trasmettono dati, possono essere montati sulle biciclette o portati dai corridori previa autorizzazione in virtù del presente articolo senza pregiudizio di altre disposizioni del regolamento UCI”.

“Sono ammessi dispositivi che catturano o trasmettono i seguenti dati fisiologici: frequenza cardiaca, temperatura corporea, tasso di sudorazione. Tuttavia, l'autorizzazione è limitata ai protocolli di trasmissione che permettono solo al corridore interessato di visualizzare i dati durante una competizione"

"I dispositivi che catturano altri dati fisiologici, compreso qualsiasi valore metabolico come, ma non limitato a, glucosio o lattato, non sono ammessi nella competizione".

Se volete maggiori informazioni su Whoop: whoop.com/it/


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