
Van der Poel e i nuovi pedali Shimano alla Parigi-Roubaix: il caso che fa discutere
Giovanni Bettini

Van der Poel e i nuovi pedali Shimano alla Parigi-Roubaix: il caso che fa discutere
Giovanni Bettini
C'è amarezza in casa Alpecin-Premier Tech a 24 ore dalla Parigi-Roubaix vinta da Wout Van Aert (Team Visma | Lease a Bike). La domanda è una sola. Van der Poel e i nuovi pedali Shimano usati in gara dai compagni: innovazione o rischio troppo azzardato?
Se da un lato la sfortuna, sempre in agguato sul pavé, aveva minato la gara di Van der Poel con una foratura nel tratto cruciale della foresta di Arenberg mentre era in seconda posizione, quello che è successo dopo ha spento definitivamente le ambizioni di successo.
Ma facciamo chiarezza perché l'intreccio con i suoi connotati melodrammatici è una vetrina su una della novità più attese nel prossimo futuro.

Nuovi pedali Shimano: non sono più un mistero
Ricordate quando a metà ottobre vi avevamo parlato dei pedali Shimano Dura-Ace PD-R9300 e del nuovo sistema di aggancio SPD-SLR raccogliendo tracce emerse dal web? (QUI il nostro articolo).

Bene, alla vigilia della Roubaix le indiscrezioni hanno lasciato spazio ai fatti.
In casa Alpecin-Premier Tech, squadra sponsorizzata ufficialmente da Shimano, sono apparsi dei pedali prototipo che da qualche settimana vengono utilizzati da Jasper Philipsen, Florian Sénéchal e Jonas Rickaert.
Il sistema, secondo quanto dichiarato nel dopo corsa da Christoph Roodhooft (a destra nella foto sotto), direttore sportivo e manager del team olandese assieme al fratello Philip (a sinistra nella foto sotto), sarebbe stato utilizzo anche da Van der Poel per un breve periodo ad inizio stagione.

Van der Poel e i nuovi pedali Shimano: pasticcio ad Arenberg
La cronaca ha finito per rivelare un altro interessante dettaglio.
I pedali Shimano SPD-SL (quelli usati alla Roubaix da Van der Poel) non sarebbero compatibili con i pedali SPD-SLR (o prototipo) utilizzati da Philipsen che nella foresta non ha esitato a passare la sua bici al capitano in difficoltà che dopo pochi istanti si è visto costretto ad abbandonare il mezzo per via di una evidente difficoltà nell'agganciare le scarpe ai pedali.

Il nuovo sistema pur simile al precedente sembra configurare una superficie di contatto differente e uno stack complessivo (pedale + tacchetta) ridotto. Dai documenti depositati (immagine sotto) ci sarebbe spazio anche per il misuratore di potenza...

Van der Poel che con calma olimpica percorre a piedi il tratto di pavé in senso opposto alla corsa per recuperare la sua bici sistemata dal compagno Tibor Del Grosso con un cambio ruota (foto sotto), la seconda foratura poco prima di uscire dalla foresta, la rimonta e il 4° posto finale hanno finito per accendere la discussione.


Van der Poel e i nuovi pedali Shimano: quando la ruota non gira
La domanda è:
Van der Poel ha perso per via dell'incompatibilità con i nuovi pedali?
Nel ciclismo con i se e con i ma non si fa molta strada anche se le probabilità attorno ad un "sì" è molto alta visto che la vicenda ha impiegato oltre 2' prima di essere risolta. E qui il discorso dalla tecnica vira sulla dimensione sportiva.
Conoscendo l'alta probabilità di forature e incidenti alla Roubaix, il divieto (per la prima volta) di assistenza meccanica a terra a metà della foresta e l'ipotesi concreta di un cambio bici tra compagni apre ad un altro pesante punto interrogativo.

Com'è stato possibile far correre alcuni ciclisti con pedali differenti non compatibili tra loro?
A metterci la faccia è stato un amareggiato Christoph Roodhooft che ha raccontato l'impossibilità di passare con l'ammiraglia per prestare assistenza a causa di un blocco creatosi per soccorrere un corridore NSN finito contro le transenne.

A completare il quadro il fatto che Philipsen (2° alla Roubaix 2023 e 2024), giocando anche lui da capitano, non fosse deputato a passare la bici a Van der Poel in caso di incidente complice anche la taglia telaio differente (M invece che L).
Il gesto dello sprinter è stato giustificato da sensazioni non eccellenti.
«Non posso tornare indietro - ha dichiarato Roodhooft nel dopo corsa (foto sotto) -. Avrei dovuto pensarci, ma non avrei mai immaginato che tutto si sarebbe incastrato in un modo così cruciale».
«È più probabile vincere alla lotteria».

«È più probabile vincere alla lotteria».
Noi ci teniamo una delle più belle Parigi-Roubaix degli ultimi anni, il ritorno al successo di Van Aert e il fatto che in casa Shimano qualcosa di molto interessante è dietro l'angolo.

QUI tutte le nostre news e gli approfondimenti sul mondo dei professionisti.
QUI la classifica completa della Parigi-Roubaix 2026.
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Sull'autore
Giovanni Bettini
"I poveri sono matti" diceva Zavattini. Anche i ciclisti oserei dire. Sono diventato "pazzo" guardando Marco Pantani al Tour de France 1997 anche se a dire il vero qualcosa dentro si era già mosso con la mitica tappa di Chiappucci al Sestriere. Prima le gare poi le esperienze in alcune aziende del settore e le collaborazioni con le testate specializzate. La bici da strada è passione. E attenzione: passione deriva dal greco pathos, sofferenza e grande emozione.




