

Cos’ha di così speciale la Tour Transalp? Perché ogni anno centinaia di ciclisti scelgono di partecipare ad un evento così impegnativo dal punto di vista fisico, organizzativo e anche economico? Cosa ti lascia a distanza di anni?
Gli organizzatori vorrebbero far capire queste cose a chi non c’è mai stato e così abbiamo pensato di farlo nell’unico modo secondo noi possibile: farselo raccontare da chi c’è stato almeno una volta e dopo anni lo ricorda ancora con quella voce emozionata che ti fa capire subito molte cose…
Ne abbiamo parlato con David Squarta, ciclista perugino che ha preso parte a due edizioni (2016 e 2017) della Transalp, una volta in coppia con Daniele Ferricelli e una con Leonardo Presta. (Ricordiamo, infatti, che si può partecipare anche individualmente, ma che il format classico della Transalp è a coppie).
Cicloamatori allenati, di ottimo livello, ma non elite e non professionisti. Insomma, ciclisti con cui in tanti si possono immedesimare.
A seguire abbiamo sintetizzato gli aspetti chiave delle loro considerazioni…


Affrontare la Tour Transalp vale la carriera di un cicloamatore
“Cosa ti lascia dentro la Tour Transalp a distanza di anni? È un’esperienza impegnativa sia fisicamente che economicamente, ma è qualcosa di unico. È un evento che vale la carriera di un cicloamatore.
L’atmosfera è sempre piacevole, più rilassata rispetto alle nostre Granfondo, ma al via tutti i partecipanti sono sempre concentrati, anche quelli che non corrono per la classifica, perché la Tour Transalp va rispettata.
Il percorso cambia ogni anno ma è sempre mozzafiato, l’organizzazione è da professionisti, 7 giorni come questi te li ricordi per tutta la vita, ti rimangono dentro”.

L’unico vero limite è che si tratta di una manifestazione molto faticosa ed esigente, dunque, anche se non si vuole fare classifica, serve essere preparati nel modo giusto. Non necessariamente servono tabelle rigorose, ma occorre lavorare sulla resistenza, magari partecipando a qualche Granfondo nei mesi precedenti e prevedendo, quando possibile, dei blocchi di allenamenti lunghi consecutivi di 2 o 3 giorni.
Ci sono partecipanti che la affrontano con obiettivi più agonistici e tanti altri con passo più rilassato, per godersi l’esperienza, ma in ogni caso non si può improvvisare”.

Organizzazione da professionisti
L’organizzazione logistica di un evento del genere, in luoghi di montagna, è estremamente complessa. Parliamo di centinaia di atleti che hanno bisogno di assistenza e trasporto bagagli. Niente viene lasciato al caso e la capacità organizzativa è un altro degli aspetti che è rimasto impresso nella mente di chi ha partecipato.
“L’organizzazione è veramente spaziale, tutto è organizzato nei minimi dettagli, a livello di una gara di professionisti, dalle zone di partenza e arrivo alle staffette, dall’assistenza meccanica a pasta party e ristori sempre ricchi e ben allestiti fino alla festa finale dopo l’ultima tappa.
Oltre al trasporto bagagli, almeno ai nostri tempi, c’era anche la possibilità di lasciare alla partenza uno zainetto con il cambio e l’intimo asciutto che ti ritrovavi all’arrivo”.



Il vero valore aggiunto? Il rapporto con il compagno di viaggio
“La cosa che fa veramente la differenza è il legame che la partecipazione alla Transalp ti lascia con il compagno di viaggio. Non è una gara che fai da solo, è un’esperienza che condividi con un’altra persona. Affrontare difficoltà, fatiche, gioie insieme ad un amico ti lascia qualcosa di speciale.

È bello anche il rapporto che si crea con gli altri partecipanti. In gara sono “avversari”, ma alla fine tutti si sentono parte di una grande famiglia che condivide un’esperienza straordinaria. Dopo la gara ci si incontra, si beve qualche birra insieme, nascono amicizie”.
Gestione logistica e qualche consiglio
Chiudiamo questo contenuto con un paio di consigli e con un focus sulla gestione logistica, forse l’aspetto che più “spaventa” chi non c’è mai stato. Chi non vuole pensare a niente può iscriversi con il pacchetto “Hotel + Starting Pack” che prevede anche la sistemazione alberghiera, ovviamente con un costo molto più alto rispetto all’iscrizione standard.
Ricordiamo, inoltre, che su prenotazione è possibile usufruire di un bus per il rientro dei partecipanti (con bici e bagagli) dall’arrivo alla partenza al costo di 80 euro.
“Il consiglio principale è quello di non strafare nei primi giorni. Pedalare un po’ al di sotto dei propri limiti, godersela, perché negli ultimi 2 giorni se non ti sei bruciato fai la differenza.
L’altra accortezza è quella di essere attrezzati con l’abbigliamento, poiché si pedala in quota e bisogna essere preparati ad ogni evenienza. Nel 2017, ad esempio, furono cancellate due tappe a causa della neve.

A livello logistico si tratta di un evento esigente, ma che propone molte soluzioni. Noi il primo anno lo facemmo in camper, ma chiaramente serve la famiglia o qualche amico al seguito, e il secondo sfruttando i Camp messi a disposizione dall’organizzazione. I Tour Transalp Camp sono l’alternativa meno costosa agli hotel (200 euro a persona nel 2026, ndr).
Si dorme in palestre, scuole, strutture polivalenti, ma tutte sono super organizzate, colazione compresa, quindi per chi ha un po’ di spirito di adattamento non c’è problema. Serve, ovviamente, portare materassino, sacco a pelo o comunque materiale per dormire.
Gli organizzatori spostano i bagagli dalla partenza all’arrivo di ogni tappa sia per chi dorme nei Camp Transalp, sia per chi dorme in hotel. Immaginate un lavoro del genere per centinaia di persone, un lavoro incredibile…”

Per chi fosse interessato ricordiamo che gli organizzatori della gara hanno messo a disposizione dei lettori di Bicidastrada.it delle iscrizioni a prezzo scontato (999 euro invece di 1.299 euro) con il codice TOURxBICI26.
Per maggiori informazioni: event.delius-klasing.de/en/tour-transalp
Per scoprire tutte le tappe dell’edizione 2026, molte delle quali sono in Italia, vi rimandiamo a questo articolo.
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Sull'autore
Nicola Checcarelli
Passione infinita per la bici da strada. Il nostro claim rappresenta perfettamente il mio amore per le due ruote e, in particolare, per la bici da corsa. Ho iniziato a pedalare da bambino e non ho più smesso. Ho avuto la fortuna di fare della bici il mio lavoro, ricoprendo vari ruoli in testate di settore, in Regione Umbria per la promozione del turismo in bici, in negozi specializzati. Con BiciDaStrada.it voglio trasmettervi tutta la mia passione per le due ruote.




