
Santa Vall by The Traka: perché le gare gravel piacciono sempre più...
Redazione BiciDaStrada.it

Santa Vall by The Traka: perché le gare gravel piacciono sempre più...
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La Santa Vall by The Traka ha aperto a metà febbraio la stagione delle gare della Gravel Earth Series.
Si tratta di un evento ormai consolidato, che si svolge a Sant Gregori, a pochi chilometri da Girona (Spagna), che ha registrato quasi 1.000 iscritti tra professionisti e amatori.
In Italia il concetto di gara gravel fa ancora un po’ fatica a decollare, ma all’estero, soprattutto in Spagna, questi eventi piacciono e hanno successo.

Al via della Santa Vall c’erano anche diversi italiani, tra cui Emanuele Marianeschi (foto in basso), che in passato avete imparato a conoscere come nostro tester e redattore. Ci abbiamo fatto quattro chiacchiere per farci raccontare cos’ha di speciale questo evento, com’è organizzato, qual è l’atmosfera che si respira.

Si corre con i pro’ e poi griglie per Age Group
Uno degli aspetti più interessanti di questo format è che si ha la possibilità di incrociare (e in qualche modo confrontarsi) con i Pro’ del gravel e con Pro’ ed ex Pro’ della strada. Al via della Santa Vall, ad esempio, c’era Romain Bardet (foto sotto).

I Pro’ e gli Elite partono davanti, un po’ come nelle maratone a piedi. A seguire prendono il via tutte le altre griglie, divise per Age Group. Il confronto, ovviamente, è impari, ma per un amatore può essere interessante vedere qual è la differenza rispetto ad un professionista e magari, prima o dopo l’arrivo, scattare una foto insieme.
La Santa Vall è strutturata in due tappe e le griglie del secondo giorno non sono più divise per età, ma in base ai risultati della prima tappa.

La gara è gara, ma ognuno può affrontare l’evento come meglio crede. C’è chi la interpreta da agonista e chi come pura esperienza: la convivenza tra queste due concezioni opposte nel gravel, forse, è più facile che nelle granfondo su strada perché la dinamica di corsa è meno impattante.
L’altra cosa bella di questi grandi eventi è che si respira un’atmosfera molto “internazionale”. I numeri non sono quelli delle granfondo su strada più partecipate, ma la sensazione è quella di essere parte di qualcosa di importante.
Aggiungi un pubblico mediamente giovane (la maggioranza dei partecipanti era sotto i 40 anni) e la voglia tipica dei ciclisti di sperimentare cose nuove e il gioco è fatto...

Come una granfondo, ma con spirito più rilassato e avventuroso
Il format è simile ad una delle nostre granfondo su strada, ma l’atmosfera è un po' più rilassata. Poi chissà se negli anni rimarrà così o qualcosa cambierà…
Il fondo sterrato è un’insidia in più, ma le velocità più basse e la selezione che avviene sin da subito danno l’impressione di rischiare meno, soprattutto in partenza.
L’organizzazione è di alto livello, ma non dimentica del tutto lo “spirito gravel”.
Ci sono moto staffette, ci sono ristori e assistenza meccanica lungo il percorso, gli incroci con le strade asfaltate sono presidiati da volontari che fermano il traffico al passaggio degli atleti, ma il percorso (almeno alla Santa Vall) non è tabellato. Bisogna caricare la traccia sul proprio dispositivo Gps oppure seguire il flusso, sperando di non rimanere da soli. Sugli incroci più significativi ci sono dei birilli ad indicare le strade che non vanno prese, ma nulla più. Insomma, essere bravi a interpretare la traccia è una qualità non secondaria.
Un mix tra gara “vera” e avventura che al momento sembra piacere al pubblico.

A fare la differenza, probabilmente, è anche lo spirito con cui ci si presenta al via.
Qui c’è gente che va forte davvero, ma nessuno sembra infastidito da questo. L’obiettivo primario, per tutti, è divertirsi e mettersi alla prova con se stessi. Almeno per ora non c'è l’esasperazione che negli ultimi anni si è vista su strada.
Il prezzo? Non basso. 170 euro per 2 giorni di gara per chi si iscriveva con anticipo, che poi salivano a 190 euro. Ma anche in questo caso nessuno sembra "scandalizzarsi" più di tanto, al contrario di come accade spesso per l’iscrizione alle più belle Granfondo italiane su strada.
Tanto sterrato, ma non aspettatevi le strade bianche
Il percorso è uno dei punti di forza della Santa Vall e in generale è uno degli aspetti che più incide sul successo di un evento nel lungo periodo.
Quello della Santa Vall è “sfidante”, ma divertente e alla portata di tutti o quasi, sia dal punto di vista tecnico che altimetrico.

120 km con 1.600 m d+ il primo giorno, 85 km con 1.100 m d+ il secondo: tracciati duri, ma non estremi, anche se in questa edizione sono diventati più impegnativi a causa del fondo fangoso.
Pochissimo asfalto e tratti sterrati molto variegati, da gravel vera, guadi di torrenti compresi. Non ci sono passaggi da Mtb, ma non vi aspettate le strade bianche toscane, o comunque non solo quelle.
Insomma, non serve solo spingere forte, ma occorre anche saper guidare e saper pedalare sullo sterrato e questa è una variabile extra che piace alla maggior parte dei partecipanti.

Prossimo appuntamento in Italia
La seconda tappa del circuito Gravel Earth Series si svolgerà in Italia il 28 marzo, nel cuore delle colline del Prosecco. Si tratta di The Hills, l’evento nato nel 2025 per volontà, tra gli altri, di Mattia De Marchi (che alla Santa Vall ha chiuso 24° assoluto).
Nuovo percorso di 120 km, 2.300 m d+ con solo il 5% di asfalto.
L’iscrizione attualmente costa 120 euro e si può effettuare tramite Endu.
Per maggiori informazioni sulla Santa Vall: santavall.com
Per maggiori informazioni sulla The Hills: thehillsgravelrace.it
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