Nibali ospite al circuito di Borghetto Lodigiano: i numeri e un paio di spunti

Giovanni Bettini
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Nibali ospite al circuito di Borghetto Lodigiano: i numeri e un paio di spunti

Giovanni Bettini
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È uno dei sette ciclisti "immortali" ad aver vinto tutti e tre i Grandi Giri. Lo Squalo dello Stretto è nell'Olimpo del ciclismo assieme a Jacques Anquetil, Felice Gimondi, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Alberto Contador e Chris Froome. Per questo (e non solo) vedere Vincenzo Nibali ospite al circuito di Borghetto Lodigiano riservato agli amatori fa notizia.

È successo sabato scorso in occasione de "La Grande Gara" organizzata dall'A.S.D. Sant'Angelo di Vittorio Ferrante. Un format che prevede un chilometraggio complessivo superiore ai 100 km, quasi il doppio rispetto al solito.

Nibali ospite al circuito di Borghetto Lodigiano
Da sinistra a destra: Lorenzo Milani di Crédit Agricole (ex ciclista dilettante), Claudio Chiappucci, Vincenzo Nibali e Vittorio Ferrante. Foto Davide Brancaccio

Nibali ospite al circuito di Borghetto Lodigiano: ecco perché

«È stato un piacere e una sorpresa avere Vincenzo con noi assieme a Claudio Chiappucci come ospite d'onore - ci ha spiegato Ferrante -. Non avevamo organizzato nulla. Ad invitarlo è stato Lorenzo Milani, manager Crédit Agricole (realtà di cui Nibali è testimonial, n.d.r.), che a sua volta ha partecipato alla gara».

Potete ben immaginare cosa è successo quando tra i ciclisti presenti si è sparsa la voce che Lo Squalo avrebbe fatto il suo debutto stagionale attaccandosi il numero sulla schiena.
216 per la precisione...

Nibali ospite al circuito di Borghetto Lodigiano
Foto: Foto Serant

Nibali ospite al circuito di Borghetto Lodigiano: entusiasmo e divertimento

Meno di 1.000 chilometri nella gambe da inizio anno, dieci chili in più rispetto ai vecchi tempi (ora è 77 kg) e un viaggio da smaltire. Nibali, infatti, solo 24 ore prima del via era a Budapest per la presentazione del team MBH Bank CSB Telecom Fort.

Un quadro che non ha scoraggiato il due volte vincitore del Giro d'Italia.

Raggiunto telefonicamente, Lo Squalo ci ha raccontato questa esperienza.

Nibali ospite al circuito di Borghetto Lodigiano
Foto: Foto Serant

«È stato un modo alternativo per pedalare in compagnia - ha precisato Vincenzo -. Ho notato un certo rispetto, forse perché c'ero io? I 108 km di gara sono filati a oltre 45 km/h di media. Non sono certo in condizione, me la sono cavata di mestiere e un po' d'esperienza visto che non è la prima volta che partecipo a questo tipo di gare da... amatore».

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Per la cronaca Nibali si è classificato 91° assoluto e 29° di categoria tra i Veterani A con una potenza normalizzata che si assesta attorno i 260 watt sintomo del fatto che il motore ancora gira a dovere.

Oltre il lato agonistico, Lo Squalo ha lasciato il segno forte di un carisma e di uno stile che ricorda un po' quello di Felice Gimondi.

«Ho rivisto amici e alcune persone con le quali ho condiviso un po' di tempo tra i dilettanti. L'entusiasmo dei presenti? Inesauribile. Non so quante foto ho scattato, ma come fai a non concederti quando vengono a dirti "ho sempre voluto fare una foto con te, ma non ci sono mai riuscito" e tu sei lì davanti a loro».

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Foto: Davide Brancaccio

«A fine gara con alcuni partecipanti mi sono bevuto una birra. È bello che sia così, al tempo stesso mi sono tornate a mente le dichiarazioni attorno la caduta di Vingegaard (scivolata in discesa mentre veniva seguito da un amatore n.d.r.)».

«La sicurezza dev'essere sempre al primo posto però non dimentichiamoci che l'amatore, spesso è la prima persona a bordo strada che applaude il professionista. Anche quando correvo non disdegnavo uscire con qualche buon amatore. E lo stesso faceva Valverde».

Insomma in gara, al bar e con una mezza stoccata ai colleghi, Nibali c'è. E il suo punto di vista non è mai banale.

Nibali ospite al circuito di Borghetto Lodigiano
Nibali (al centro) ospite d'eccezione sul podio assoluto di gara 2. Foto Davide Brancaccio

Per maggiori informazioni su La Grande Gara: asdsantangelo.org

Foto in apertura: Foto Serant

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Sull'autore
Giovanni Bettini

"I poveri sono matti" diceva Zavattini. Anche i ciclisti oserei dire. Sono diventato "pazzo" guardando Marco Pantani al Tour de France 1997 anche se a dire il vero qualcosa dentro si era già mosso con la mitica tappa di Chiappucci al Sestriere. Prima le gare poi le esperienze in alcune aziende del settore e le collaborazioni con le testate specializzate. La bici da strada è passione. E attenzione: passione deriva dal greco pathos, sofferenza e grande emozione.

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