Bike fit e prestazione: quanto incide l'analisi biomeccanica?

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Bike fit e prestazione: quanto incide l'analisi biomeccanica?

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L'analisi biomeccanica è una pratica spesso sottovalutata dagli appassionati di ciclismo. Il più delle volte a comandare è l'abitudine - "Ho sempre fatto così" - e le sensazioni - "Mi trovo bene perché devo cambiare?". Premesso che l'ultima parola in materia di regolazioni e scelte tecniche spetta sempre al ciclista è doveroso ribadire che c'è un filo rosso che unisce bike fit e prestazione.

Bike fit e prestazione

Un posizionamento elaborato con criteri scientifici, meglio se eseguito da un tecnico laureato in Scienze Motorie, apre sempre una nuova via, riduce il margine d'errore e aumenta l'efficienza della pedalata soprattutto quando si approccia una nuova bicicletta e/o nuovi materiali (sella, scarpe, pedali, etc.).

Bike fit e prestazione

La relazione tra bike fit e prestazione è stata indagata dagli scienziati del Dipartimento di Salute e Prestazione Umana dell'Università del Wisconsin–River Falls.

Ecco cosa è emerso.

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Sotto la lente un gruppo di amatori

La ricerca ha coinvolto 12 ciclisti non agonisti, di cui dieci uomini e due donne (37 anni l'età media del campione), tutti dotati della loro bici personale.

Gli atleti sono stati sottoposti a due prove di valutazione funzionale eseguite su Wattbike Pro (foto sotto, geometrie allineate alla bici personale) prima e dopo un bike fitting completo effettuato con il sistema idmatch di Selle Italia.

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  • - 1° prova: test di potenza massimale di 6 secondi (PPT6), L’obiettivo principale del PPT6 è stimare la potenza di picco, cioè il valore massimo di watt che si sprigionano in un breve sforzo esplosivo.
  • - 2° prova: test FTP (Functional Threshold Power), cioè un test di Potenza di Soglia Funzionale, ovvero la massima potenza media che un ciclista può sostenere in modo costante per circa 60 minuti, della durata di 20 minuti.
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La Wattbike Pro utilizzata per eseguire le due prove

A seguito dell'analisi dei dati è emerso che dopo il bike fit:

  • - la potenza di picco durante il PPT6 è aumentata di 81,5 ± 96,6 watt (intervallo);
  • - la potenza media durante il test FTP è aumentata di 9,7 ± 14,9 watt ((intervallo).

Oltre questi miglioramenti sono stati associati:

  • - un incremento della coppia media espressa sui pedali;
  • - una riduzione del livello di fatica percepita (RPE);
  • - una riduzione significativa del discomfort in sella e nei punti di appoggio (mani, polsi, schiena, bacino, tendine del ginocchio, muscoli posteriori della coscia, piedi).
Bike fit e prestazione
Bike Fit e prestazione: il protocollo idmatch è basato su rilevamento 3D del movimento, analisi antropometrica e algoritmi proprietari di ottimizzazione della posizione

L’aumento della prestazione è risultato strettamente associato ad alcune variazioni biomeccaniche prodotte, in questo caso, dal sistema idmatch: in particolare, l’aumento della distanza sella–manubrio  e il riposizionamento più avanzato delle tacchette.

Tali variazioni hanno restituito le correlazioni più forti con il miglioramento di potenza e coppia.

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Il Cleat Fit idmatch

Particolarmente interessante l’osservazione attorno la distanza sella-manubrio: troppo ridotta nella maggior parte dei casi e di conseguenze ampliata a seguito del bike fit.

Una postura più “eretta”, spesso considerata sinonimo di maggiore comfort, secondo gli scienziati statunitensi può infatti favorire sovraccarichi e infortuni a causa di una distribuzione non ottimale del peso sulla colonna vertebrale e sulla parte superiore del corpo.

Bike fit e prestazione

Bike fit e prestazione: il verdetto della Scienza

Piuttosto laconiche le conclusioni degli autori in merito al valore dell'analisi biomeccanica.

«Il dato più interessante per i ciclisti amatoriali è che un bike fitting oggettivo può generare benefici immediati sia nella performance anaerobica sia nella capacità di sostenere uno sforzo prolungato, senza aumentare la richiesta cardiometabolica».

In altri termini: più potenza a parità di fatica fisiologica a cui si aggiunge il fatto che una posizione corretta non è solo questione di comfort, ma può trasformarsi in un beneficio misurabile in watt.

Qui sotto lo studio completo pubblicato sull'International Journal of Exercise Science (2025).

Per maggiori informazioni: idmatch.cc

Qui sotto tutti i dettagli dell'ultimo dispositivo introdotto nell'ecosistema idmatch.


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