

La Specialized Tarmac SL9 S-Level è stata lanciata a fine agosto. Si tratta di un’alternativa top di gamma alla S-Works, che pesa un po’ di più, ha qualche raffinatezza in meno, ma anche un prezzo più basso (3.500 euro in meno a parità di gruppo, per l’esattezza).


Nella filosofia di Specialized la S-Works è un prodotto premium, che si posiziona oltre il top di gamma ed è stata sviluppata prima di tutto per i Pro’.
La S-Level è un gradino sotto, ma sempre con prestazioni di altissimo livello.
È proposta con gruppo Shimano Dura-Ace Di2 o Sram Red AXS. Noi abbiamo provato quella con Dura-Ace Di2. Di seguito trovate il test completo, mentre qui sotto abbiamo sintetizzato in 3 minuti le differenze tecniche rispetto ai modelli S-Works.
1 – Dettagli tecnici
- Geometrie
Forme e geometrie sono identiche alla S-Works. Si tratta di una bici nata per i Pro e dunque con un’impostazione da gara, ma senza eccessi.
Il rapporto stack to reach in taglia 56 è di 1,43. L’angolo sterzo e l’angolo piantone sono entrambi da 73,5°. Il carro posteriore misura 41 cm.
Le misure disponibili sono 7, dalla 44 alla 61, e qui sotto trovate la tabella taglie nel dettaglio:

- Assetto in sella
Sono alto 183 cm, pedalo a 77,5 cm e per il test ho utilizzato una 56, cioè la taglia su cui pedalo abitualmente con le bici Specialized.
Come vedete dalle foto, se non avete una buona elasticità della schiena o il fisico di un Pro, probabilmente dovrete mantenere qualche spessore sotto l’attacco per non avere un dislivello sella-manubrio eccessivo. Con gli spacers sagomati l’impatto estetico è minimo, ma tenetene conto.


Nel mio caso, per avere meno spessori avrei potuto scegliere anche una 58, valutando un attacco manubrio 1 cm più corto, ma con il cockpit integrato è una soluzione non sempre fattibile.

- Cura costruttiva
Le forme dei tubi, la resa aerodinamica e le caratteristiche della Specialized Tarmac SL9 S-Level sono identiche a quelle della S-Works.
A cambiare è la laminazione e, in parte, la tipologia di fibra di carbonio: le versioni S-Works sono dotate di un telaio FACT 12r, le versioni S-Level di un telaio FACT 10r.

In sostanza, per ottenere sensazioni di guida e prestazioni sovrapponibili è necessario utilizzare qualche strato di carbonio in più e questo si ripercuote sul peso: il telaio della S-Level, in taglia 56, pesa 822 grammi, quello della S-Works 687 grammi.
La forcella invece è la stessa su entrambi i modelli, in carbonio FACT 12r.

In tutta onestà, montando esattamente gli stessi componenti, sfido qualsiasi amatore a percepire le differenze su strada.
Le novità più evidenti rispetto alla SL8 riguardano il fazzoletto aerodinamico posizionato sul tubo piantone e il tubo di sterzo e la forcella più profondi. Nel complesso Specialized promette un miglioramento di 4 watt a 45 km/h.

Al netto della scritta sul tubo obliquo, c’è qualche differenza anche a livello di finitura estetica. La S-Works è proposta in più varianti grafiche ed è caratterizzata da una verniciatura premium, più elaborata ma anche più leggera.

- Componentistica utilizzata
La Specialized Tarmac SL9 S-Level viene proposta come bici top di gamma e dunque è allestita con componentistica di fascia alta e altissima.
Il gruppo della bici in test è il Dura-Ace Di2 con misuratore di potenza 4iiii, ma può essere acquistata anche con gruppo Sram Red AXS.

Il cockpit integrato Roval Rapide è esattamente lo stesso della S-Works, molto rigido, ma con una buona ergonomia.


Le ruote sono le Roval Rapide CL III, che condividono con le più pregiate CLX III lo stesso cerchio, con canale interno da 21 mm e profilo differenziato (48 mm sul posteriore e 51 mm sull’anteriore).
Cambiano raggi e mozzo, con le CL III che utilizzano raggi in acciaio tondi e mozzo DT Swiss 350.




Il delta di peso è di circa 250 grammi, ma chiaramente la differenza tecnica tra i due modelli non si può ridurre solo al fattore peso.
Vi facciamo notare che la bici in test era equipaggiata con pneumatici Specialized Turbo TLR, ma la versione di serie esce con i Cotton TLR, cioè i nuovi top di gamma, montati anche sulla S-Works.
Tutti i modelli sono proposti con pneumatici da 30 mm, una soluzione a mio avviso vincente su una bici dall’animo così racing, che ne smussa gli angoli e la rende più facile da gestire anche per l’utente “medio”.

Il reggisella non è l'S-Works Rapide montato sui modelli S-Works SL9, ma quello già usato sulla SL8: è leggermente meno aerodinamico, ma a mio avviso anche più gradevole esteticamente.
L'allestimento è completato dalla sella Power Mirror in versione Pro, cioè con carrello in titanio.


- Peso
Il peso rilevato della Specialized Tarmac SL9 S-Level, in taglia 56 e senza portaborraccia, è di 7,1 kg.
- Prezzo
Il prezzo di listino è di 10.499 euro, vale a dire 3.500 euro in meno della S-Works montata con stesso gruppo e in linea con i top di gamma della maggior parte degli altri brand.
- Garanzia sul telaio
Specialized garantisce i telai e le forcelle a vita, esclusivamente per il primo proprietario, previa registrazione della bicicletta entro i 90 giorni successivi alla data di acquisto.
Garanzia a vita anche sulle ruote Roval.
Verniciatura e grafiche hanno una garanzia di 2 anni.

2 – Comportamento in salita
La Tarmac SL9 S-Level è molto reattiva e in accelerazione si comporta praticamente come una bici da salita, anche con gomme tubeless da 30 mm.
Il peso non è quello della S-Works, ma è comunque molto contenuto, dunque non ha paura nemmeno delle pendenze a doppia cifra.
Gli agonisti puri potrebbero valutare di montare uno pneumatico da 28 anziché da 30 per esaltarne ancora di più le doti di prontezza nella risposta, ma a discapito del comfort. Io personalmente la terrei esattamente così com’è…

3 – Comportamento in discesa
Non ho provato la S-Works SL9, ma avevo provato la SL8 (sia in versione S-Works che Pro) e la mia impressione è che il miglioramento più significativo sia stato proprio in discesa.
La S-Level è super precisa in inserimento di curva, si piega con grande facilità ed è molto agile nei cambi di direzione, senza che l’agilità si trasformi in eccesso di nervosismo.
Credo che il merito sia della forcella dalle dimensioni più generose, che rende tutto l’avantreno più solido. Ovviamente un bell’aiuto è dato anche dalle gomme da 30, che ormai sono il nuovo standard anche in gara e offrono sicurezza e stabilità anche alle alte velocità o sui fondi più sconnessi.
Da non sottovalutare il ruolo giocato dalle ruote, poiché il raggio in acciaio delle CL III rende la guida sicuramente più facile e prevedibile.

4 – Comportamento in pianura
Non è una bici aero vera e propria, ma i miglioramenti aerodinamici rispetto alla SL8 sono stati molteplici.
L’effetto vela è fantastico, vale a dire che la bici accelera anche quando il vento è laterale e non a favore. Di contro l’avantreno sente un po’ più il vento rispetto alla SL8 per via della forcella generosa, ma dipende molto anche dal tipo di ruota con cui è abbinata.

La cosa che mi ha sorpreso di più, almeno in questo allestimento S-Level, è stata la capacità di assorbire le vibrazioni. Mi ricordo di aver trovato la SL8 molto dura. Al netto delle gomme da 30 anziché da 28, la Tarmac SL9 S-Level non mi ha mai dato questa impressione, anzi.
Visto che sono curioso, l’ho provata anche con altre ruote e altri pneumatici e mi sento di dire che una buona parte del comfort extra deriva dalle Roval CL III (con raggi in acciaio) e dalle gomme Turbo da 30 mm, ma una parte è legata anche al telaio. Non so se il discorso vale anche per la S-Works SL9, perché non l’ho provata, ma mi è sembrato più comodo rispetto a quello della SL8.

Specialized Tarmac SL9 S-Level: in conclusione
La Specialized Tarmac SL9 S-Level è a tutti gli effetti una bici da competizione, che si rivolge a chi desidera un prodotto top di gamma, ma senza arrivare ai prezzi dei modelli S-Works. È reattiva e performante su ogni terreno e, almeno in questo allestimento, a mio avviso è anche più comoda e facile da guidare rispetto alla SL8. Le ruote Rapide CL III sono meno “tirate” delle CLX III, ma forse sono proprio queste a renderla più versatile e adatta all’amatore. Daniel Oss in occasione della presentazione ci parlò di una bici più gentile rispetto alla SL8 e mi ritrovo perfettamente in questo aggettivo, sia nella capacità di assorbire le vibrazioni, sia nella guida.
La resa estetica è praticamente la stessa dei modelli S-Works. Il prezzo non è banale, ma comunque molto più basso a parità di gruppo.
La domanda chiave è questa: a parità di budget è meglio la S-Level montata con componenti top o un telaio S-Works allestito con qualche compromesso (vedi gruppo Force o Ultegra)? La risposta dipende dalle esigenze del ciclista e dal suo modo di intendere la bici…

Perché comprarla
- • Bici performante su ogni terreno, in allestimento pronto gara
- • Prezzo più basso della S-Works, in linea con i top di gamma di molti altri brand
- • Ottimo livello di comfort, almeno nell’allestimento in test
Perché non comprarla
- • Il mozzo DT Swiss 350 su una bici di questo livello stona un po’
Per maggiori informazioni: specialized.com
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Sull'autore
Nicola Checcarelli
Passione infinita per la bici da strada. Il nostro claim rappresenta perfettamente il mio amore per le due ruote e, in particolare, per la bici da corsa. Ho iniziato a pedalare da bambino e non ho più smesso. Ho avuto la fortuna di fare della bici il mio lavoro, ricoprendo vari ruoli in testate di settore, in Regione Umbria per la promozione del turismo in bici, in negozi specializzati. Con BiciDaStrada.it voglio trasmettervi tutta la mia passione per le due ruote.




