

Non è uno di quelli che dà spettacolo. Non è un corridore da ciclismo champagne e in sella non brilla per stile. Quel che è certo è che Felix Gall (Decathlon CMA CGM Team), al primo giro di boa del Giro d'Italia numero 109, sembra essere l'unico corridore grado d'insediare il dominio di Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike).

Carattere schivo, introverso, amante della natura. Gall è uno quelli che preferisce "fare qualche chilometro in più in macchina per raggiungere l'aeroporto pur di stare vicino alle montagne".
È il prototipo dello scalatore moderno da corse a tappe in grado di sostenere ritmi elevati e costanti per un ampio intervallo di tempo.
E quando quando la corsa si avvicina a quota 2.000 il suo rendimento non subisce flessioni...

Felix Gall: un duro che battuto Pogačar
28 anni, da Nußdorf-Debant (Tirolo, Austria), tranquilla cittadina alle porte di Lienz.
180 cm di altezza per 66 kg. Indice di massa corporea (BMI stimato): ~20,8.
Gall ha lo sport nel sangue.

Le cronache locali raccontano di un bambino che fin da piccolo faceva ginnastica assieme alla madre. Poi calcio, tennis e sci fino al triathlon all'età di 13 anni grazie ad un passaparola tra compagni di scuola. I primi allenamenti con l'RC Figaro Sparkasse di Lienz e il titolo nazionale ai campionati nazionali invernali giovanili.
Il periodo in una scuola sportiva a Graz poi il ritorno a casa per via della nostalgia.
La sua palestra naturale è l'Iselsberg Pass che conduce a casa dei nonni (7,6 km al 6,8%). Anche se l'ambizione non è quella di diventare ciclista professionista la passione cresce.

2014. Al primo anno da ciclista a tempo pieno colleziona i primi risultati nelle gare in salita Under 17.
L'anno successivo al Mondiale Junior di Richmond (Stati Uniti) conquista la maglia iridata.
Nel 2016 si fa notare anche in Italia vincendo l'Internazionale di Solighetto a Pieve di Soligo (TV) battendo un certo Tadej Pogačar (3°).

Nonostante il talento cristallino e una naturale predisposizione per la salita gli anni successivi non sono facili. La mancanza di continuità nei risultati non aiuta.
Nel 2020 sbarca nel World Tour con il Team Sunweb. In squadra c'è anche un certo Jai Hindley che oggi lo insegue in classifica generale.

Il resto è storia recente.
Il trionfo nella 17° tappa del Tour de France 2023, Saint-Gervais Mont-Blanc - Courchevel (foto sotto), nel giorno del crollo di Pogačar accende i fari sulle suo doti di scalatore visti i 5.100 metri della frazione alpina.
Nel 2025 arriva 5° in classifica al Tour de France e 8° alla Vuelta.

Quando il gioco si fa duro Felix Gall fa paura
- - Ottima capacità aerobica;
- - grande tenuta sul medio-lungo periodo (35'/60');
- - scarsa esplosività sullo scatto secco.
Sono queste le principali caratteristiche dello scalatore austriaco che al Giro d'Italia si gioca anche il rinnovo del contratto in scadenza a fine anno.
Ad emergere è il profilo fisiologico di un corridore di resistenza che grazie a un'elevata efficienza aerobica è in grado di contrastare avversari più esplosivi e superiori.
- - Sul Blockhaus (foto sotto): 2° posto a +13'' da Vingegard (sale con il suo passo e gestisce lo sforzo).
- - A Corno alle Scale: 2° posto a +12'' da Vingegaard (attacco a 3,5 km dall'arrivo).

Il modello di analisi del portale watts2win.eu stima prestazioni di valore assoluto al netto di una dovuta approssimazione.
- - VO2 Max: 92 ml/kg/min
- - FTP: 409 W
- - Picco 20 minuti: 6,97 W/kg
Quest'ultimo valore, in particolare, lo colloca subito a ruota di Vingegaard e Pogačar.
E finora la strada ha detto che è così.

Sono però le dichiarazioni di colleghi e addetti ai lavori (fonte: cyclingarchives.com) a rendere l'idea delle alte potenzialità di Felix Gall.
«Su una salita di 30 minuti a oltre 1.800 metri, Felix è tra i quattro migliori corridori al mondo. Non ci sono dubbi. L'unica domanda è se riuscirà a mantenere questo livello per tre settimane consecutive».
Stéphane Goubert, ex direttore sportivo Decathlon CMA CGM oggi Groupama-FDJ United, gennaio 2026

«Non ha la stessa accelerazione di Tadej o Remco. Ma ha qualcosa che la maggior parte del gruppo non ha: può pedalare a 6,0 watt per chilo per 35 minuti, che si tratti della quarta o della diciassettesima tappa».
Mauro Gianetti, Direttore Generale UAE Emirates XRG, marzo 2026

«Felix è il corridore che temo di più di vedere nel gruppo degli inseguitori in una tappa di montagna torrida. Non crolla mai».
Florian Lipowitz (Red Bull-Bora-Hansgrohe), intervista post-tappa, Tour de France 2025

Difficile da piegare: appuntamento sulle Dolomiti
Non ha la grazia di Anquetil, ma è efficace soprattutto quando il profilo altimetrico inizia ad essere estremo. Non è aggressivo, non si espone, ma ha le idee chiare.
Il suo motto è in grado di incutere timore (ha ragione Lipowitz ad avere paura) e al tempo stesso dispensa saggezza: "I migliori non sono sempre eccellenti, ma sono capaci di mantenere costantemente un livello molto alto".

La 19° tappa con 5.000 metri di dislivello e due sortite oltre quota 2.000 potrebbe essere la frazione dove vedere il miglior Felix Gall di tutto il Giro d'Italia numero 109...

Per seguire Felix Gall su Instagram: @gall_felix
Foto in apertura: Marco Alpozzi / Lapresse
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Sull'autore
Giovanni Bettini
"I poveri sono matti" diceva Zavattini. Anche i ciclisti oserei dire. Sono diventato "pazzo" guardando Marco Pantani al Tour de France 1997 anche se a dire il vero qualcosa dentro si era già mosso con la mitica tappa di Chiappucci al Sestriere. Prima le gare poi le esperienze in alcune aziende del settore e le collaborazioni con le testate specializzate. La bici da strada è passione. E attenzione: passione deriva dal greco pathos, sofferenza e grande emozione.




